Al Galileo Festival si è parlato di “Industria 4.0 Rivoluzione Industriale e Professionale” con gli Ingegneri Veneti, 11/05/2017 Padova

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12-05-2017 – Si è svolto ieri pomeriggio a Padova in un’affollata Aula Nievo, presso il Palazzo del Bo, il convegno “Industria 4.0: rivoluzione industriale e professionale” organizzato da FOIV Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto, in collaborazione con l’Università di Padova e Confindustria Veneto, nella giornata di apertura del prestigioso Galileo Festival, manifestazione internazionale dedicata ai temi dell’innovazione.
“Per accompagnare le imprese nell’Industria 4.0 – ha esordito il presidente di FOIV Gian Pietro Napol – servono professionisti preparati, visto che la tecnologia corre a gran velocità e il rischio di non riuscire a mantenere il passo è concreto. Si tratta quindi di una sfida che dobbiamo assolutamente vincere, e per farlo c’è bisogno di fare squadra tra amministrazioni pubbliche, università, imprese e professionisti”.
“Mi rifiuto di ragionare sul futuro delle fabbriche utilizzando modelli di visione novecenteschi: queste tecnologie diventeranno compagne di strada: non c’è da avere nessuna paura” ha affermato Annalisa Magone, giornalista e presidente di Torino Nord Ovest, centro di ricerca che si occupa di imprese, lavoro e innovazione e autrice di “Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale”.
Stefano Miotto, responsabile per le politiche Industriali, la Ricerca e l’Innovazione di Confindustria Veneto ha quindi aggiunto: “In un quadro di frammentazione generale, con tanti piccoli player, abbiamo l’esperienza di moltissime aziende che hanno inserito elementi di automazione e digitalizzazione tali da farle entrare nel mondo 4.0. Si tratta di prendere questi esempi e diffonderli”.
Un punto di vista accademico è stato offerto dal prof. Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico e ai rapporti con le imprese dell’Università di Padova: “Se alcune lauree triennali possono davvero formare in maniera professionalizzante (es. meccatronica), dall’altro è necessario creare percorsi alternativi in collaborazione con le aziende”.
Sull’aspetto della formazione è intervenuto anche l’ing. Andrea Falsirollo, vice presidente degli Ingegneri del Veneto con delega per il settore industriale: “I laureati in Ingegneria sono in media più preparati ad affrontare l’Industria 4.0: con la collaborazione professionista/azienda è possibile accogliere le nuove sfide del mercato. Vanno però evidenziate alcune criticità: in primis il numero insufficiente di professionisti e la conseguente difficoltà a trovare figure specializzate. Per questo motivo è nata una collaborazione con Confindustria per predisporre un elenco di tecnici specializzati da mettere a disposizione delle aziende associate. Questa mancanza di professionisti potrebbe essere colmata anche attraverso un’iniziativa di sostegno economico da parte del Governo, in modo da valorizzare non solo l’ammodernamento tecnologico, ma anche l’introduzione di figure come l’ingegnere che supporti l’azienda in una vera riconversione in ottica 4.0”.
“Mi piace parlare di Impresa 4.0 più che di Industria 4.0 – ha affermato Renato Mason, segretario della CGIA di Mestre –. Bisogna cambiare anche la società: per questo ritengo si dovrebbe parlare di società4.0 e certamente anche scuola4.0. A questo proposito lancio una provocazione: perché non prendiamo insegnanti dal mondo dell’industria?”.
“Da 70 anni Confartigianato sta raccogliendo le esigenze delle imprese per fare un’operazione di problem solving – ha affermato Paolo Giacon di Confartigianato Veneto –. Di sicuro è necessaria una “evangelizzazione tecnologica” e un cambiamento del modello di business. Inoltre, le imprese hanno bisogno di competenze avanzate, che il mondo degli ingegneri e dell’università sono in grado di offrire”.
“Noi siamo dalla parte delle persone che vogliono realizzare una propria azienda di prodotto, qualcosa di fisico e tangibile – ha detto Jari Ognibeni, fondatore di Industrio, primo acceleratore di startup per hardware –. Le aiutiamo a lanciare la propria azienda e portare sul mercato un prodotto che possa far cambiare l’industria, alla quale vogliamo contribuire anche attraverso l’Industria 4.0”.
“L’Industria 4.0 è una grande occasione, sia da un punto di vista fiscale, sia strategico – ha concluso il sottosegretario all’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta collegato via Skype –. Dal punto di vista fiscale, va ricordato che il superammortamento non si sostituisce ma si somma a tutti gli altri benefici fiscali già in essere”.

 

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