Bim, un’opportunità per la professione

Il Gruppo di Lavoro BIM di FOIV è nato all’inizio del 2020, un anno particolare per la vita di tutti e anche per la vita dei professionisti.

Dopo il primo incontro di inizio anno, tutti noi siamo stati investiti da una situazione di apparente stallo che sta modificando in modo sostanziale le abitudini fino ad ora assodate. Per poter proseguire nelle attività della nostra professione abbiamo dovuto iniziare ad usare in modo intensivo e predominante gli strumenti di connessione e condivisione a distanza che fino ad ora venivano utilizzati parzialmente e in maniera differente. Gli stessi incontri del gruppo hanno continuato ad esserci, ma ognuno dalla propria abitazione, condividendo informazioni e idee attraverso un monitor e la connessione in rete.

Lo stato di emergenza sanitaria è diventata quindi uno stimolo per accelerare nel nostro settore un cambiamento indotto dalla cosiddetta IV° Rivoluzione Industriale che già aveva avuto inizio qualche anno fa. In questo panorama il BIM (Building Information Modeling) diventa uno strumento fondamentale e abilitante, se ben utilizzato, per la digitalizzazione dell’intera filiera del settore AEC (Architecture Engineering Construction).

Il gruppo di lavoro è composto attualmente da diversi rappresentati degli ordini provinciali: Ing. Giuseppe Brianza e Ing. Carlo Zanchetta dell’Ordine degli Ingegneri di Padova, Ing. Francesco Zocca ed Ing. Elena Mazzola dell’Ordine di Verona, Ing. Sandro D’Agostini dell’Ordine di Belluno, Ing. Fabio Muraro dell’Ordine di Vicenza, Ing. Federico Bernardi dell’Ordine di Venezia, Ing. Paolo Borin dell’Ordine di Treviso ed infine Ing. Dinora Quadretti dell’Ordine di Rovigo a coordinamento del gruppo.

Il primo obiettivo del gruppo è stato quello di mettere a fattor comune le esperienze di ciascun componente e le informazioni derivanti dall’appartenenza agli ordini provinciali per fare una fotografia dell’attuale stato di conoscenza, di utilizzo della metodologia BIM e le difficoltà da esso derivanti. Sono state dunque attivate commissioni BIM all’interno degli Ordini provinciali per allargare la condivisione e le informazioni all’intero territorio regionale. Questo primo step è stato fondamentale per capire su quale ambiente stessimo iniziando a lavorare, che non riguarda solo l’ambiente degli Studi Professionali o dei singoli Professionisti, ma che inizia proprio dall’ambiente Accademico, di cui alcuni membri del gruppo fanno parte.

È emersa un’opinione condivisa: in questo ultimo lustro si è generata parecchia confusione attorno alla tematica BIM e questo ha portato alla diffusione di un’idea fuorviante della metodologia, riducendola all’uso di strumenti tecnologici avanzati ampiamente pubblicizzati e diffusi dalle case produttrici.

Si è configurato uno scenario lavorativo in cui alla Società/allo Studio di progettazione o al singolo professionista veniva richiesto dalla Committenza di dotarsi di strumenti software avanzati, sostenendo costi licenza elevati e un aumento talvolta non adeguatamente retribuito delle attività richieste. Abbiamo dunque capito che è importante sia per i Committenti sia per i Professionisti chiarire le idee in merito all’applicazione del Building Information Modeling, che pone le basi sulla condivisione collaborativa e sulla pianificazione strategica degli obiettivi e l’utilizzo di formati open di interscambio delle informazioni. È altresì importante chiarire l’importanza e l’opportunità che questa metodologia fornisce in ottica di innovazione, efficientamento e qualità. Questo approccio sposta quindi maggiormente gli sforzi delle diverse professionalità coinvolte nella fase iniziale dell’avvio di una progettazione: è necessario partire già dalla fase di concept a predisporre il patrimonio informativo utile al Committente nella gestione in fase di esercizio di quanto consegnato al termine dell’incarico.

Il tutto si innesta in un panorama normativo in evoluzione che talvolta risulta non allineato con quanto richiesto dai metodi di gestione digitale dell’intera filiera delle costruzioni.

Il gruppo di lavoro dunque sta portando avanti le analisi sull’attuale situazione in territorio regionale e in territorio nazionale, studiando il livello di maturità digitale dei professionisti ed analizzando le richieste esplicitate dai Committenti e dalle Stazioni Appaltanti in merito alla gestione BIM degli incarichi. Il gruppo sta altresì monitorando ed analizzando l’evoluzione normativa italiana, cercando di prevedere possibili scenari critici e dunque rispondendo in anticipo ad eventuali difficoltà dei professionisti.

L’obiettivo del gruppo è quello di attivare entro la fine dell’anno 2020 un evento di condivisione e confronto con Professionisti, Committenti, Stazioni Appaltanti e Associazioni di Categoria al fine di diffondere la corretta visione della metodologia BIM e creare nuove opportunità di collaborazione in ottica di innovazione della filiera delle costruzioni.