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News

Lavori pubblici. Presentato il Prezzario delle opere pubbliche della Regione del Veneto: stabilità nei prezzi con +5% nell’edile e diminuzione nell’idraulica. Attenzione al verde e alla sostenibilità ambientale

Uno strumento utile e trasparente in ambito di lavori pubblici per gli operatori del settore e per il cittadino con più attenzione al verde e alla sostenibilità ambientale. Stabilità dei prezzi rispetto all’anno 2023, con un incremento medio contenuto entro il 5% circa per le opere edili ed una diminuzione per talune opere impiantistiche nel settore idraulico.

È il Prezzario 2024 delle opere pubbliche approvato dalla Regione del Veneto ed operativo da fine giugno: 18.500 voci per determinare, nei contratti, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni in un contesto influenzato dall’aumento dei costi delle materie prime, delle attrezzature, dell’energia e dalla situazione geopolitica internazionale.

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“PREZZARIO DELLE OPERE PUBBLICHE DELLA REGIONE VENETO (10 luglio, streaming)

Mercoledì 10 luglio, dalle 17.00 alle 19.00, si svolgerà il convegno in streaming dedicato all’illustrazione degli aggiornamenti apportati e le indicazioni operative del “Prezzario delle Opere pubbliche della Regione del Veneto“.

L’evento è gratuito e riconosce n. 2 CFP per gli Ingegneri.

Per il programma si rimanda alla locandina allegata.

Iscrizioni a questo link https://shorturl.at/8QoLa

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“Prezzario delle Opere pubbliche della Regione del Veneto“ (26 giugno, Treviso)

Martedì 25 giugno, dalle 16.00 alle 18.00, si svolgerà nella sede dell’Ordine, Prato della Fiera, 23 – Treviso, un conferenza dedicata all’illustrazione degli aggiornamenti apportati e le indicazioni operative del “Prezzario delle Opere pubbliche della Regione del Veneto“.

Programma

– Saluti della Presidente dell’Ordine Ingegneri di Treviso, ing. Eva Gatto, e della Vice Presidente della Regione del Veneto con deleghe ai Lavori pubblici, Trasporti e Affari legali, avv. Elisa De Berti

– Introduzione alla conferenza: ing. Paolo Gasparetto, Presidente FOIV

– ing. Marco Dorigo e ing. Giuliano Basso (Regione del Veneto): Prezzario delle Opere Pubbliche della Regione del Veneto – Aggiornamento 2024: DGR 572 del 27/5/2024.

– ing. Francesca Domeneghetti e ing. Matteo Mandich (Studio Planum srl): Aggiornamento 2024 del Prezzario della Regione del Veneto: indicazioni operative.

L’evento è gratuito. Verranno riconosciuti n. 2 CFP per la partecipazione in presenza.

Le iscrizioni verranno accettate esclusivamente dall’area riservata del sito internet dell’Ordine, www.ingtv.it, Formazione/Eventi formativi.

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Convegno “Dall’uomo alla macchina pensante: integrazione, ibridazione o sostituzione? Le frontiere della bioingegneria tra innovazione ed etica” (Padova, 28 maggio)

Quanta parte del nostro organismo può essere sostituita dalle tecnologie biomediche e bioinformatiche per offrirci una migliore qualità della vita? Quanto le nuove tecnologie (dalle scansioni laser alle stampanti tridimensionali biologiche, alle reti neurali) possono esserci di aiuto? E fino a quanto possiamo spingerci in là nel pensare di poter intervenire creando addirittura delle nuove coscienze?

Sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso del convegno “DALL’UOMO ALLA MACCHINA PENSANTE: INTEGRAZIONE, IBRIDAZIONE O SOSTITUZIONE? LE FRONTIERE DELLA BIOINGEGNERIA TRA INNOVAZIONE ED ETICA”, promosso dalla FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto insieme all’Ordine degli Ingegneri di Padova con il supporto scientifico della Fondazione Ingegneri Padova.

Il convegno si svolgerà martedì 28 maggio dalle 15 alle 18.30 al Palazzo della Salute (in via San Francesco, 90). L’evento vedrà la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti di intelligenza artificiale, robotica e applicazioni su dispositivi biomedici con i quali tentare di tracciare le nuove frontiere del settore.

L’obiettivo del convegno è di approfondire il ruolo dell’ingegneria all’interno di un ambito molto delicato come quello della bioingegneria, partendo dall’oggi e guardando verso un futuro in cui il ruolo dell’innovazione tecnologica sarà sempre più importante.

Agli ingegneri partecipanti saranno riconosciuti 3 CFP. Ai fini del rilascio dei CFP è obbligatoria la frequenza del 100% della durata del convegno. 

Convegno GRATUITO e APERTO A TUTTI con iscrizione obbligatoria on line entro il 24 maggio p.v.

Iscrizione ingegneri: https://shorturl.at/dfmak

Iscrizione altre categorie: https://shorturl.at/juzOS 

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Assemblea di Federazione (9 maggio 2024)

Giovedì 9 maggio 2024, alle ore 16:30 a Marghera, si svolgerà l’assemblea della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto.
Dopo la relazione annuale del presidente e la presentazione del bilancio 2023, il programma prevede gli interventi dei consiglieri del CNI ing. Remo Vaudano e ing. Luca Scappini, che informeranno sulle ultime attività del Consiglio nazionale. Nel corso dei lavori, inoltre, verrà dato ampio spazio alla restituzione da parte dei gruppi di lavoro di quanto fatto nel corso di questi mesi.
Il video della parte pubblica dell’assemblea sarà caricato on line nel canale YouTube e nel sito della Federazione (www.foiv.it) nei giorni seguenti.

Qui il programma.

Cresce l’Ordine Ingegneri Venezia, nuovo record 2400 iscritti

L’Ordine Ingegneri Venezia tocca un nuovo record e raggiunge la cifra tonda di 2400 iscritti. Nutrita partecipazione all’Assemblea introdotta dall’intervento sull’equo compenso del consigliere nazionale CNI Domenico Condelli. Nella relazione di apertura il presidente dell’Ordine di Venezia Mariano Carraro ha presentato i dati in crescita degli iscritti che hanno raggiunto quota 2.400, di cui 2323 nella Sezione A e 77 nella Sezione B, ai quali vanno ad aggiungersi 8 società tra professionisti.

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Cordoglio per la tragedia di Suviana

La tragedia di Suviana colpisce da vicino la nostra categoria, con la tragica morte dell’ingegnere Alberto Scandellari, residente in Provincia di Padova alla quale si aggiunge il ferimento dell’ingegnere Stefano Bellabona.Il presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto Paolo Gasparetto e il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Padova Riccardo Schvarcz a nome di tutti i colleghi e degli iscritti agli ordini del territorio porgono alla famiglia dell’ingegnere Alberto Scandellari le più sentite condoglianze per l’immane tragedia che li ha colpiti ed esprimono la vicinanza ai cari dell’ingegner Stefano Bellabona.”Non conosciamo le cause di questa tragedia, che saranno chiarite dagli organi competenti- commentano Gasparetto e Schvarcz – ma è fondamentale fare tutto il possibile per evitare che tragedie simili si ripetano. A riguardo la nostra categoria da sempre è fortemente impegnata nella promozione della sicurezza sul lavoro e nella formazione, da oggi l’impegno sarà certamente ancora più sentito”.

Centro Studi CNI: sempre più donne ingegnere, sempre più ampi i divari di genere

L’8 marzo di ogni anno sembra ormai ricordarci un semplice e sostanziale paradosso: l’importanza crescente delle donne nella nostra società, affiancata alla (purtroppo crescente) disparità di trattamento in molti ambiti della vita sociale e lavorativa. Ancora oggi le donne hanno maggiore difficoltà rispetto agli uomini a trovare lavoro, a permanere nel mercato del lavoro, ad intraprendere percorsi di carriera e posizioni di vertice pari a quelli a cui accedono gli uomini, ad essere retribuite nella stessa misura dei colleghi a parità di mansioni esercitate.

Si sostiene spesso che al consolidarsi dei divari di genere nel nostro Paese (ma nel resto dei Paesi industrializzati e ovunque nel mondo la situazione è identica) abbia fortemente contribuito, fra i vari fattori, un costante minore accesso delle donne ai vari livelli di istruzione. I dati, però, indicano il contrario: in Italia, nella popolazione tra 25 e 64 anni, il 65,7% delle donne ha almeno un diploma, a fronte del 60,3% tra gli uomini. Inoltre, nella medesima classe d’età, tra le donne il 23,5% possiede una laurea, contro il 17% rilevato tra gli uomini. In poche parole oggi, e anche nel recente passato, le donne sono più diffusamente istruite rispetto agli uomini, cercano di accedere a corsi di studio con maggiore intensità rispetto al genere maschile, aspirano e ottengono una laurea in misura consistentemente maggiore di quanto lo facciano gli uomini.

Una volta entrate nel mercato del lavoro, però, per molte la situazione cambia: i percorsi di carriera diventano più complessi e accidentati ed un indicatore di diseguaglianza che vale per tutti è il differenziale salariale, sistematicamente più basso per le donne rispetto agli uomini in qualunque settore produttivo.

Il problema è evidente anche nel settore dell’ingegneria e, più in generale in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Anche in questo caso, però, occorrerebbe sfatare alcuni luoghi comuni. E’ vero che attualmente in Italia (in Europa la situazione è simile) il numero di donne con un titolo terziario in ambito STEM è considerevolmente più contenuto rispetto a quello degli uomini: in Italia, considerando la popolazione di giovani adulti (25-34 anni), tra le donne solo il 16,6% ha un diploma/laurea nelle discipline STEM, a fronte del 34,5% rilevato tra gli uomini.

Tuttavia, anche in questi ambiti, da tempo si assiste ad una ascesa costante del numero delle donne. In Italia, ad esempio, se consideriamo le laureate magistrali nelle aree disciplinari STEM, nel 2013 erano 14.813, nel 2015 erano 15.136, nel 2017 sono state 17.893, nel 2021 sono state 20.059. Tra il 2013 ed il 2021 (ultimo dato Eurostat disponibile) in Italia il numero di laureate magistrali nelle aree disciplinari STEM è aumentato del 35%, tra gli incrementi più elevati in ambito europeo: in Germania l’incremento è stato del 30%, in Francia del 24,2%, in Austria del 28%, in Belgio del 33% e nel Regno Unito intorno al 20%.

Anche se si guarda al solo settore dell’ingegneria, la presenza femminile cresce in Italia a livelli considerevoli. Nel 2010 le donne che hanno conseguito una laurea magistrale in ingegneria sono state 3.140; nel 2021 sono state 8.267. Nel 2010 le laureate magistrali in ingegneria costituivano il 23% del totale laureati in ingegneria, mentre nel 2021 esse costituiscono 30,8%. In Europa ci poniamo attualmente in una posizione intermedia tra i principali Paesi dell’Unione: tra il 2015 ed il 2021, secondo i dati Eurostat, il numero di laureate magistrali in Ingegneria in Italia è aumentato del 23,2%, In Germania del 23,3%, in Belgio del 12%; in Francia e in Spagna il ritmo di crescita sarebbe diminuito mentre nel medesimo periodo Paesi come l’Austria, l’Olanda e l’area scandinava hanno registrato incrementi intorno al 40%.

In Italia si è assistito anche ad un apprezzabile incremento della quota di donne iscritte all’Albo degli ingegneri: erano il 9% del totale nel 2007 a fonte del 17% attuale.

In questo scenario in cambiamento, almeno nei numeri, nulla sembra mutare nel mercato del lavoro e nei divari di genere che esso manifesta. Per tutti valgono i differenziali salariali di genere, presenti in tutti i settori ed a tutti i livelli. Nell’ambito del lavoro professionale il dato è eclatante: dagli ultimi disponibili, risalenti al 2021, tra gli ingegneri iscritti ad Inarcassa, gli uomini registrano un reddito medio di 44.459 euro, mentre le donne presentano un reddito medio di 26.083 euro con un gender paygap quasi del 48%. Gli architetti iscritti ad Inarcassa registrano un reddito medio annuo di 33.525 euro a fronte dei 20.748 euro registrati dalle colleghe, con un paygap pari al 38%. Il gender paygap di tutti i liberi professionisti iscritti alle Casse private si attesta attualmente, secondo i dati Adepp, al 44%.

Le ragioni di queste differenze sono molteplici. Nel mercato del lavoro, specie in Italia, pesa considerevolmente il fatto che le donne, più degli uomini, debbano cercare di conciliare i tempi di lavoro con quello delle cure parentali, oltre alla sostanziale mancanza di servizi alle famiglie, di asili nido e altre attività diffuse che permettano, soprattutto alle coppie più giovani, di conciliare meglio il lavoro e le esigenze della famiglia. Queste spiegazioni valgono tuttavia fino ad un certo punto. Soprattutto sulle differenze di trattamento salariale non possono più essere addotte giustificazioni per le quali le donne scontano una sorta di ritardo in termini di qualificazione delle competenze rispetto agli uomini. Il recupero dei ritardi è sempre più veloce e, se guardiamo a comparti iperspecialistici come l’ingegneria e l’intero campo delle STEM, in un futuro molto prossimo ci saranno sempre più donne qualificate. Ad un trend crescente di donne sempre più motivate e sempre più qualificate non corrisponde una flessione dei differenziali salariali, ma anzi il problema sembra acuirsi e andrebbe affrontato probabilmente con politiche e strumenti nuovi di sostegno alle famiglie ed alle donne. 

“Assistiamo da tempo – afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – ad un incremento costante delle donne laureate in ingegneria e delle iscritte all’Albo degli Ingegneri. Le laureate in ingegneria sono oggi poco più del 30% del totale a fronte di poco più del 20% di venti anni fa. Si tratta di una crescita lenta seppure costante, ma il problema resta un altro, ovvero la sostanziale differenza di trattamento che il mercato del lavoro riserva ancora oggi a uomini e donne. Il differenziale salariale è l’elemento più evidente ed il problema si acuisce nella libera professione, anche in ambiti in cui a tutti sono richieste competenze alte, frutto di studi complessi, come nel campo dell’Ingegneria. Le richieste del CNI per il rispetto delle norme sull’equo compenso sono uno dei tanti strumenti per garantire la qualità delle prestazioni, ancor più, probabilmente, le donne che registrano forme di disparità di trattamento salariale. Ma la vera partita per la parità dei diritti si gioca su altri piani, a partire da migliori incentivi e servizi soprattutto per le famiglie e per le donne più giovani che dovrebbero poter condividere le attività relative alle cure parentali. Da questo punto di vista, anche le Casse di previdenza private potrebbero essere maggiormente protagoniste di una stagione che sostenga le nuove generazioni di donne lavoratrici”.

“In occasione dell’8 marzo – dice Ippolita Chiarolini, Consigliera del CNI – vogliamo ribadire l’importanza dei contributi femminili al mondo del lavoro anche per incentivare la riduzione dei divari di trattamento sul lavoro, tra uomini e donne. Nell’ambito della libera professione in Ingegneria, una donna guadagna mediamente il 47% in meno di ciò che guadagnano gli uomini. Eppure tutte le statistiche inequivocabilmente segnalano che in Italia le donne, anche in Ingegneria, concludono prima degli uomini il ciclo di studi universitari e che il numero delle donne laureate sta aumentando in maniera consistente; insomma, in diversi ambiti molto specialistici e complessi siamo determinate e motivate a lavorare bene e a crescere, forse molto più degli uomini. Vorremmo che questo 8 marzo non fosse il momento in cui si fa retorica sull’importanza del ruolo della donna oggi; vorremmo piuttosto strumenti e servizi nuovi capaci di innescare un reale cambio di passo che ponga fine ad una subalternità della donna nel mercato del lavoro, che non giova a nessuno”.

Fonte: Comunicato stampa CNI

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