Skip to content Skip to main navigation Skip to footer

Tag: ingegneria

CODICE CONTRATTI: “DUBBI SU REALE EFFICACIA DELLA NORMA. DANNEGGIATI GLI STUDI PROFESSIONALI VENETI”

“Giunge a termine in questi giorni, il complesso iter di approvazione del nuovo codice dei contratti. Dopo quasi trent’anni dalla prima formulazione della legge Merloni, siamo ora di fronte ad una riforma che innova radicalmente la normativa del settore dei lavori pubblici. L’obiettivo è quello di rendere più snelle e spedite le procedure, mantenendo la qualità delle opere da realizzare e la trasparenza sugli affidamenti. Si rilevano tuttavia alcune criticità e perplessità”. Così il presidente della FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto Paolo Gasparetto.

“La riduzione dei livelli progettuali, da tre a due, solo apparentemente potrà portare ad una riduzione dei tempi di progettazione; molto più verosimilmente rappresenterà invece una sovrapposizione tra differenti fasi di approfondimento tecnico dei progetti e i diversi livelli di approvazione ed autorizzazione degli stessi che potrà ingenerare confusione e inefficienze – prosegue -. La riduzione da dieci a tre anni del lasso temporale per la dimostrazione dei requisiti tecnici di accesso alle gare di progettazione rappresenterà una chiusura del mercato della progettazione delle opere pubbliche per i tanti studi di medio piccole dimensioni, che peraltro caratterizzano la realtà veneta. Altrettanto può dirsi per la parte dei requisiti economici: limitare gli stessi agli ultimi tre anni (e non ai migliori tre degli ultimi cinque come era previsto in precedenza) favorirà l’accesso al mercato da parte delle organizzazioni più grandi e strutturate”.

“Anche l’appalto integrato presenta dubbi sulla sua efficacia, posto che ne è previsto l’utilizzo in forma estensiva, senza precisi limiti applicativi – conclude la FOIV -. Gli ingegneri del Veneto in ogni caso, pur sottolineando le criticità presenti, con spirito costruttivo non faranno mancare alle istituzioni il proprio apporto su questa tematica”.

RASSEGNA STAMPA

Leggi l’articolo della Voce di Rovigo di Sabato 2 aprile sul tema

Ciclo di eventi celebrativi del Centenario dell’Ordine degli Ingegneri di Padova

L’Ordine degli Ingegneri di Padova celebra i 100 anni dalla sua fondazione con un ciclo di incontri aperti anche alla cittadinanza dal titolo “LA CITTA’ IN RETE | IL FUTURO ADESSO”

Il 19 aprile e il 19 maggio p.v. alle ore 18.00 presso l’auditorium della Sede dell’Ordine e in streaming, si terranno due incontri di avvicinamento all’evento celebrativo dei 100 anni dell’Ordine, in programma il 19 giugno p.v. nella prestigiosa cornice del Palazzo dell Ragione di Padova, che vedrà la partecipazione di importanti Ospiti Istituzionali Nazionali e del Mondo Politico, rinomati esperti e rappresentanti delle categorie Professionali.

In occasione degli incontri di avvicinamento, cittadini ed addetti ai lavori potranno fornire i loro quesiti, spunti di riflessione e temi di discussione che verranno poi sviluppati e approfonditi nel Talk del 19 giugno p.v. 

Gli incontri sono gratuiti e prevedono il riconoscimento dei CFP agli Ingegneri iscritti all’Albo

ISCRIZIONI:
Per partecipare in presenza (posti limitati) iscriversi al link: https://fip.ing4.it/ISFormazione-FIP/faces/dettagli-corso.xhtml?idCorso=3327
Per partecipare in streaming iscriversi al link: https://fip.ing4.it/ISFormazione-FIP/faces/dettagli-corso.xhtml?idCorso=3328
Per ulteriori informazioni scrivere a comunicazione@pd.ordineingegneri.it

Qui la cartolina dell’iniziativa.

4 marzo Giornata Mondiale dell’Ingegneria

Dal 2019 l’UNESCO celebra il 4 marzo la “Giornata Mondiale dell’Ingegneria per lo Sviluppo Sostenibile”

L ’obiettivo è di aumentare la consapevolezza del ruolo dell’ingegneria nella vita moderna e nelle sfide che l’umanità deve affrontare, in particolare per mitigare l’impatto del cambiamento climatico e per far avanzare lo sviluppo sostenibile.

Oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città e il cambiamento climatico causa sempre più di frequente disastri naturali dovuti ad eventi meteorologici estremi, per questo è necessario reimmaginare le città attraverso innovazioni in ambito sanitario, agricolo, energetico, di gestione dei rifiuti e di sviluppo industriale e infrastrutturale. 

Fonte: Unesco

Seminario “Venice Health and Safety Update 2022” (28 ottobre, Mestre)

L’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia e la Fondazione Ingegneri Veneziani co-organizzano con l’Azienda Ulss 3 Serenissima, assieme ai partner nel Comitato Tecnico Scientifico Interprofessionale Salute e Sicurezza Venezia, il seminario gratuito “Venice Health and Safety Update 2022”.

L’appuntamento è per venerdì 28 ottobre 2022 dalle ore 9 alle 18 presso M9 – Museo del ‘900, Via Giovanni Pascoli 11 – Mestre Venezia.

Venice Health and Safety Update è un momento di confronto e riflessione sui temi della prevenzione legati all’abitare, lavorare e muoversi negli edifici, nelle città e nel territorio.

Le iscrizioni sulla piattaforma della Fondazione Ingegneri Venezia e in email spisal@aulss3.veneto.it sono aperte fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’evento sarà trasmesso anche in diretta Facebook su @salutesicurezzavenezia

Attestato di frequenza 6 CFP previa presenza per tutta la durata dell’evento. Il seminario è valevole ai fini del riconoscimento crediti CSE, CSP, RSPP e ASPP.

Leggi qui la locandina: https://www.foiv.it/wp-content/uploads/2022/10/01-SEMINARIO-SICUREZZA-Venice-Health-and-Safety-Update-OTTOBRE-2022-MESTRE-M9.jpg e https://www.foiv.it/wp-content/uploads/2022/10/02-SEMINARIO-SICUREZZA-Venice-Health-and-Safety-Update-OTTOBRE-2022-MESTRE-M9.jpg

ATTI – miniwebinar “LINEE GUIDA CNI SULLE PRESTAZIONI DI INGEGNERIA ANTINCENDIO”

Si è svolto ieri il mini webinar della FOIV dedicato al tema “LINEE GUIDA CNI SULLE PRESTAZIONI DI INGEGNERIA ANTINCENDIO” con relazione dell’ing. Marco Di Felice, Componente del gruppo di lavoro Sicurezza e prevenzione incendi del CNI.

Nel corso del miniwebinar sono state illustrate le linee guida, i loro obiettivi e principi fondanti e sono stati presentati esempi applicativi.

Le slide sono disponibili a questo link

Altri materiali:

Scarica la locandina

Guarda la registrazione VIDEO:

“LAVORARE ALL’ESTERO: LA GRANDE OPPORTUNITÀ DEI GIOVANI INGEGNERI ITALIANI”

Qui la playlist con le interviste ai relatori e ad alcuni ospiti

Gli ingegneri vanno all’estero per arricchire il proprio curriculum professionale, ma soprattutto perché non ci sono sbocchi immediati in Italia. Una delle soluzioni sarebbe permettere alle Società di Ingegneria di strutturarsi meglio per essere più competitive e offrire più opportunità ai giovani senza costringersi a rivolgersi al mercato del lavoro estero. Lasciare l’Italia diventerebbe così una scelta e non un obbligo dato dalla mancanza di alternative. È quanto emerso dal convegno “La mobilità dell’ingegnere nel mondo. Tra opportunità di crescita professionale e scelta obbligata” che si è svolto nella cornice dell’Archivio Antico di Palazzo Bo a Padova ed è stato organizzato dalla FOIV – Federazione Ordine Ingegneri Veneto, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova e Fondazione Ingegneri Padova, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, della Regione del Veneto, dell’Università degli Studi di Padova e del Comune di Padova. (continua a leggere dopo la gallery)

Nel corso del convegno, al quale hanno partecipato 50 ingegneri in presenza e oltre 300 in streaming, focussui motivi che spingono un ingegnere a lasciare l’Italia per lavorare all’estero, sulle opportunità, sulle difficoltà che incontra e sulle differenze sul fronte della formazione universitaria.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del presidente della Federazione FOIV, Pasqualino Boschetto, e del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Padova, Riccardo Schvarcz.

“Da molto tempo la FOIV aveva in cantiere un evento dedicato alla mobilità degli ingegneri e sulle problematiche che porta con sé, come ad esempio il riconoscimento dei titoli professionali – ha riferito Boschetto -. Si tratta di un tema importante, che deve essere messo al centro dell’attenzione”.

“Personalmente credo che si debba lavorare per mantenere i giovani qui in Italia– ha commentato Riccardo Schvarcz –. Il nostro lavoro è uno dei più belli del mondo, se c’è passione ed entusiasmo si può raggiungere il successo: che lo si faccia nel mondo o in Italia, dunque, non fa differenza. Ciò che conta è credere in ciò che si sta facendo”.

Ad aprire i lavori, la relazione di Marco Favaretti, professore di Geotecnica nella Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova: “È un tema gigantesco, che spesso viene liquidato velocemente e con argomentazioni superficiali. Il problema è riportare questi giovani ingegneri in Italia, ma abbiamo una filiera molto povera, in cui spesso vince il massimo ribasso e questo non permette alle società di ingegneria di crescere e di offrire sbocchi occupazionali validi alle nuove generazioni di ingegneri”. Favaretti ha inoltre sottolineato che “la fuga di giovani condiziona anche il dibattito politico in quanto i giovani sono più sensibili a tematiche innovative e diritti civili e con la loro dipartita lo stato rimane conservatore”.

Per Hansjörg Letzner, già vicepresidente e segretario generale ECEC – European Council of Engineers Chambers, “i problemi non sono tanto quelli di riconoscimento o meno del titolo di studio, quanto quelli linguistici e quelli di conoscenza delle singole leggi: l’Italia è un Paese altamente burocratizzato, in cui l’ingegnere fa fatica a muoversi tra leggi e modulistica, ma all’estero è tutto completamente diverso. Se prima non sburocratizziamo il nostro Paese, difficilmente un ingegnere riuscirà a muoversi anche all’estero”.

Franco Bonollo, presidente della Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova  ha evidenziato: “La nostra Scuola di Ingegneria cerca di adattare il percorso di studio, rendendolo sempre più competitivo rispettoa una serie di sfide che devono essere affrontate quotidianamente dai futuri ingegneri. È importante che chi entri nel percorso della professione ingegneristica faccia una scelta consapevole, è fondamentale anche che nell’approccio agli studi ci sia una forma di tutorato che aiuti i ragazzi in uscita dalle superiori a inserirsi all’università, è importante anche sviluppare strumenti online per la formazione. È in questa direzione infatti che si muovono le iniziative e i progetti messi in campo dalla nostra Scuola”.

È seguita l’intervista a Massimo Pavin, Ceo dell’azienda SIRMAX Spa: “All’interno della nostra azienda, il 25% dei nostri addetti è un tecnico e, di questi, la maggior parte sono ingegneri. Nelle nostre 13 sedi, in 4 diversi continenti, a ricoprire i titoli apicali dell’organizzazione sono per lo più italiani, che inizialmente sono andati all’estero per permettere lo sviluppo delle nostre sedi e che in seguito sono rimasti lì. Soltanto negli ultimi anni abbiamo cercato di formare un management più locale, anche alla luce del fatto che molti italiani alla fine rientrano. Tuttavia, va sottolineato che spesso gli italiani dimostrano di essere molto più preparati dei colleghi stranieri dal punto di vista della versatilità, della creatività e anche e soprattutto dell’adattabilità”.

“La nostra azienda si impegna comunque anche a formare le figure professionali necessarie – continua –, per noi il talent scouting è un’attività intensa che parte già con l’avvicinamento degli studenti dell’università, ai quali proponiamo tesi e dottorati proprio per accaparrarci i talenti per tempo”.

Spazio poi alla  tavola rotonda, a cui hanno partecipato Lorenzo Vangelista, presidente Commissione Paritetica docenti studenti della Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova; Sara Schena, coordinatrice Gruppo di Lavoro della Federazione FOIV “Verso la professione”; Gianni Massa, vicepresidente del Consiglio Nazionale Ingegneri; e Stefano Lappa, coordinatore regionale OICE – Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, di Architettura e di Consulenza tecnico-economica.

“Il tessuto professionale italiano ha un tratto molto diverso dai tessuti professionali non italiani – ha affermato Gianni Massa, Vicepresidente CNI- Consiglio Nazionale Ingegneri –: gli ingegneri italiani hanno le caratteristiche della nostra formazione olistica, sono in grado di gestire la complessità, hanno una marcia in più, eppure ci ritroviamo ad avere nel territorio italiano, a causa del corpo normativo, piccole organizzazioni costrette ad entrare in competizione con realtà estere molto più sviluppate: è una sorta di paradosso. Tutto questo però porta ad escludere il tessuto italiano dal ruolo di protagonista, a meno che non si vada all’estero”.

“Il rischio maggiore, d’altra parte, è quello di un’eccessiva europeizzazione del nostro tessuto professionale – prosegue –: dobbiamo essere consapevoli che i nostri tratti caratteristici hanno un valore incredibile, ma che serve anche la capacità di fare network, favorendo eventualmente anche la forma societaria della cooperativa, maggiormente sfruttata all’estero”.

“Una caratteristica fondamentale dell’ingegnere è la flessibilità – ha sottolineato LorenzoVangelista, Presidente Commissione Paritetica docenti studenti della Scuola di Ingegneria dell’Università di Padova –. La sfida a cui dobbiamo far fronte è quella di mantenere le peculiarità formative italiane, cercando tuttavia di aprirci anche alle modalità estere, specie nell’ambito della costruzione del sistema formativo, che al di fuori dell’Italia prevede un bachelor di quattro anni, anziché di cinque: cambiare questa struttura darebbe più chance ai nostri laureati. Anche l’ibridazione della figura del professore sarebbe un servizio da offrire maggiormente ai nostri studenti: in Italia abbiamo molte norme che regolano l’accesso all’università e non viene considerato se qualcuno abbia svolto la professione di ingegnere in qualche azienda, ma andrebbe incentivata in qualche forma la possibilità che i professori di ingegneria siano ingegneri anche nella pratica”.

Sara Schena, Coordinatrice del Gruppo di Lavoro FOIV “Verso la professione”, nel raccontare la propria esperienza evidenzia la scelta di lasciare l’Italia per cogliere un’opportunità professionale a Malta: “ arrivata a Malta ho notato che essere un ingegnere donna determinava la minor considerazione in cantiere”. “Ho scelto di tornare in Italia – ha aggiunto Schena – perché è la mia patria, ma ho rinunciato a un contratto a tempo indeterminato, non ho lo stesso stipendio e ho dovuto aprire la partita Iva entrando in una dimensione del lavoro per certi versi più precaria”.

Stefano Lappa, Coordinatore regionale OICE, ha rimarcato che “quello che manca alle società italiane e al mercato di ingegneria Italia sono dimensione e organizzazione”. “Una grande sfida – ha aggiunto il Coordinatore regionale OICE – è la gestione dei professionisti che potremo accogliere e fare arrivare anche dall’estero oltre a tenere i talenti formati dalle Università italiane solo se potremo garantire un regime organizzativo e prospettivo oltre che economico, che solo la dimensione della società riesce a garantire”. “La piccola realtà garantisce la qualità che deve essere preservata, ma nel momento in cui ci confrontiamo con il resto del mondo dobbiamo fare uno sforzo anche sul fronte dell’organizzazione” ha concluso Lappa.

Carlo Pellegrini, Pro Rettore all’edilizia dell’Università di Padova, ha chiuso il convegno e ha ringraziato la FOIV che “si è fatta promotrice di un tema di grandissima attualità perché si occupa di formazione degli ingegneri e gli ingegneri dell’Università di Padova sono richiestissimi per il mondo”. “Purtroppo – ha aggiunto Pellegrini – in molti casi vanno all’estero perché trovano opportunità più interessanti rispetto a quelle che possono fornire le nostre realtà a livello nazionale”. In breve, ha spiegato il Pro Rettore: “noi investiamo nella formazione dei giovani ingegneri, all’estero intuiscono la solida formazione e competenza e questi giovani vengono subito reclutati con offerte che spesso non sono nemmeno sostenibili nelle realtà nazionali”.

GLI EMENDAMENTI DELLA FILIERA DELLE COSTRUZIONI AL “DECRETO SOSTEGNI TER”

Riguardano le sanzioni nei confronti dei tecnici asseveratori e la proroga dei tempi di scadenza dei bonus edilizi

La Filiera delle Costruzioni svolge da tempo, nell’interesse del Paese, un lavoro incessante sul tema dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale degli edifici. Le drammatiche vicende di questi giorni confermano l’urgente necessità di ridurre il ricorso a risorse energetiche esterne, incentivando l’uso delle energie rinnovabili e dei sistemi di isolamento delle costruzioni. Per questo motivo è necessario che i bonus edilizi possano essere utilizzati al massimo della loro efficacia.

A questo proposito, la Filiera delle Costruzioni ha trasmesso le proposte condivise di subemendamenti relativi al provvedimento AS 2505 “Decreto Sostegni Ter”, da utilizzare nel caso non fosse possibile la soppressione integrale del comma 2 dell’articolo 28-bis.

Il primo subemendamento recita: “il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni di cui al comma 13, allo scopo di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altriattesta falsamente l’effettiva realizzazione dell’intervento è punito con la multa da 10.000 a 50.000 euro”. Questa proposta è finalizzata a mitigare l’ingiustificato inasprimento delle sanzioni a carico dei professionisti in relazione ai bonus fiscali in edilizia. La previsione di una possibile elevatissima sanzione penale – prossima a quella, ad esempio, dell’omicidio stradale – riservata ai professionisti che svolgono attività di progettazione ed asseverazione delle opere ricomprese nei cosiddetti Superbonus costituisce un utilizzo improprio della sanzione penale, che dovrebbe riguardare fattispecie più significativamente lesive del pubblico interesse e del pubblico denaro.

Il secondo emendamento prevede che“Il massimale assicurativo per l’attività di asseverazione deve essere pari almeno al 10% del totale dell’importo complessivo degli interventi oggetto delle asseverazioni se l’ammontare degli stessi è inferiore a 5 milioni di euro IVA esclusa e pari almeno al 20% del totale dell’importo complessivo degli interventi oggetto delle asseverazioni se l’ammontare degli stessi è pari o superiore a 5 milioni di euro, IVA esclusa”. La modifica si ritiene necessaria perchéil nuovo testo sulle assicurazioni rischia di far saltare la copertura assicurativa dei professionisti, generando ulteriore confusione nell’ordinamento perché la copertura assicurativa, come noto, costituisce un obbligo ineludibile per i professionisti. Un terzo emendamento prevede che restino comunque valide le polizze stipulate precedentemente al 26 febbraio 2022.

Gli ultimi due emendamenti sono relativi alla proroga al 28 febbraio 2023 e al 30 settembre 2022, rispettivamente dei tempi di scadenza dei bonus edilizi e dello stato di avanzamento lavori del 30%. Ciò perché l’incertezza scaturita dalla normativa sulla cessione dei crediti che, dallo scorso 27 gennaio 2022, si è, di fatto, determinata per effetto della formulazione originaria dell’articolo 28 del decreto-legge in esame, ha provocato un sostanziale blocco dell’operatività.

La Filiera delle Costruzioni si augura che gli emendamenti proposti possano essere acquisiti in modo da evitare che venga depotenziato il fondamentale contributo dei bonus edilizi al rilancio del Paese.

I PRESIDENTI E I SEGRETARI DELLE ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE:

ANCE – ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI EDILI

ASSOLEGNO DI FEDERLEGNOARREDO

ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE PRODUZIONE E LAVORO

CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI

LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI

ANAEPA CONFARTIGIANATO EDILIZIA

CNA COSTRUZIONI

FIAE CASARTIGIANI

FILLEA CGIL

FILCA CISL

FENEAL UIL

C.L.A.A.I.

CONFAPI ANIEM

ANACI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE AMMINISTRATORI CONDOMINIALI E IMMOBILIARI

ISI – INGEGNERIA SISMICA ITALIANA

OICE

RETE PROFESSIONI TECNICHE

CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI

FEDERCOSTRUZIONI

LEGAMBIENTE

ASSISTAL

FONDAZIONE INARCASSA

UNIONE CONSORZI STABILI ITALIANI

UNION SOA

USI

GENERAL SOA

CONFORMA

CONFINDUSTRIA

FEDERESCO

Ordine degli Ingegneri di Verona: “Nuove sanzioni sulla cessione del credito allarmanti e ingiustificate: ci batteremo per eliminarle”

“L’inasprimento delle pene rivolte ai professionisti che sono state inserite nel DL antifrodi deve essere eliminato e il nostro Ordine si batterà fino in fondo per arrivare a questo risultato. Le nuove sanzioni sono ingiustificate e allarmanti: esporre il solo asseveratore a sanzioni penali e pecuniarie è una misura iniqua, vessatoria e anticostituzionale.  Non si può infatti parlare di responsabilità del singolo ma dell’intera filiera, intendendo tutti gli attori coinvolti, dalle aziende che hanno un diretto interesse nella cessione del credito, alle figure professionali, come commercialisti e consulenti del lavoro, che devono apporre il visto di conformità proprio nel caso di cessione del credito o di sconto in fattura”. Lo dichiara il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, Andrea Falsirollo, in linea con la presa di posizione della Rete Tecnica delle Professioni nazionale.

“La novità introdotta con la modifica dell’art. 119 del Decreto Legge 34/2020 è sproporzionata, poiché passa dall’applicare le normali sanzioni penali ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli (una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 15.000 euro) a sanzioni molto più severe per i soli tecnici abilitati, con reclusione da 2 a 5 anni e una sanzione pecuniaria da 50.000 a 100.000 euro” sottolinea il presidente, che chiarisce: “Sono sicuro che i professionisti che rappresento non si lascerebbero andare a false dichiarazioni indipendentemente dalle pene o dalle sanzioni. Ma se ciò avvenisse, basterebbe applicare l’attuale assetto normativo: in questo modo sarebbero coinvolti tutti gli attori della filiera, ciascuno con il proprio grado di responsabilità”.

“Il settore delle costruzioni, tanto importante per il PIL e per il mercato del lavoro, dovrebbe poggiare su misure chiare, semplici e volte a rendere solido il comparto edile – aggiunge -. Tutti questi “booster” rischiano di disorientare e affaticare, portando al controproducente risultato di un mercato del lavoro instabile, e accrescendo il rischio di operatori occasionali che si alimentano con le truffe. Proprio quelle che in questo momento si cerca di evitare, ma che sono alimentate dal contesto e che non sono opera di aziende e professionisti che operano quotidianamente e seriamente in questo settore. Non ci si rende conto che in due anni sono stati avviati lavori destinati a un quinquennio e l’attuale momento d’oro delle costruzioni ha di fronte un futuro incerto. Due le possibilità: la prima che sull’onda dell’euforia il mercato prosegua con la medesima intensità, la seconda che rischi di afflosciarsi per i prossimi anni”.

 “Governo, mondo delle professioni e delle costruzioni dovrebbero mettersi attorno a un tavolo per garantire una dimensione stabile e duratura al mercato – conclude Falsirollo – per creare professionalità, lavoro e, soprattutto, evitare un clima di sospetti e sanzioni che mettono a disagio un po’ tutti”.

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy