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Tag: ingegneria

Lavoro: boom di ingegneri assunti nei primi sei mesi del 2021

Secondo i dati elaborati da Anpal Servizi e Fondazione CNI, sono poco meno di 40mila le assunzioni per posizioni correlate all’attività professionale ingegneristica

Dopo la flessione determinata dalle prime due ondate della pandemia, riprende a correre l’occupazione ingegneristica in Italia: nei primi sei mesi del 2021 sono state effettuate 38.836 assunzioni per posizioni strettamente correlate all’attività professionale ingegneristica, circa 10 mila in più di quante ne sono state registrate nei primi sei mesi del 2020. E’ quanto viene evidenziato dall’Osservatorio sull’occupazione ingegneristica, realizzato nell’ambito di una collaborazione tra Anpal Servizi e Fondazione Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dopo aver analizzato i dati estratti dal Sistema informativo delle Comunicazioni obbligatori relativi al primo semestre 2021.

Va precisato che le quasi 40mila assunzioni non riguardano esclusivamente individui in possesso di una laurea in ingegneria, ma si riferiscono a mansioni per cui le imprese si rivolgono soprattutto (se non totalmente) agli ingegneri.

Se già prima della pandemia, le assunzioni erano concentrate soprattutto nei settori a più alto contenuto informatico, il forzato ricorso alle tecnologie e alla “comunicazione a distanza” ha sicuramente dato un maggior impulso a tali settori, tanto che in oltre la metà dei casi la figura ricercata è stata quella di analista e progettista di software.

Ma anche le misure di rilancio dell’economia, in primis l’introduzione del Superbonus 110% e dell’Ecobonus, si sono rilevate per gli ingegneri un’ottima occasione di rilancio occupazionale, in un ambito, quello civile ed ambientale, un po’ in affanno negli ultimi anni, soprattutto se confrontato con gli altri settori ingegneristici: nei primi sei mesi del 2021 sono state effettuate circa 3mila assunzioni di profili con le competenze di ingegneri energetici e meccanici, mentre altre 2.500 sono state appannaggio degli ingegneri civili.

Non solo aumenta il numero delle assunzioni, ma migliorano anche le condizioni offerte: in quasi il 60% delle assunzioni è stato infatti offerto un contratto a tempo indeterminato, quota in deciso aumento rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti.

Sebbene la componente femminile tra i laureati in ingegneria sia in continua espansione, le posizioni lavorative ingegneristiche sono ancora in larga prevalenza occupate dagli uomini, tanto che solo il 23,9% delle assunzioni ha coinvolto una professionista. Va tuttavia evidenziato che in oltre la metà delle 9.296 assunzioni che hanno riguardato le donne, la ricerca era mirata all’assunzione di analisti e progettisti software, un profilo da sempre a forte caratterizzazione maschile, a conferma così del fatto che stanno progressivamente scomparendo le barriere culturali che precludevano o meno l’accesso a determinate professioni in base al genere.

Per quanto riguarda l’età del personale assunto, nei primi sei mesi del 2021 per le posizioni ingegneristiche, oltre la metà delle assunzioni ha riguardato giovani con età inferiore ai 30 anni, mentre si riducono le opportunità di inserimento (o reinserimento) per i profili più esperti: solo il 17% degli assunti ha infatti un’età superiore ai 45 anni.

Le imprese dell’area milanese risultano quelle che hanno assunto il numero più consistente di profili ingegneristici (poco meno di 10mila assunzioni), seguite da quelle di Roma (5.162 assunzioni) e di Torino (2.506 assunzioni). Decisamente più critica la situazione nel Mezzogiorno dove spiccano Napoli (1.378 assunzioni) e Bari (712 assunzioni).

Per un maggior approfondimento e per poter navigare più nel dettaglio tra i dati, si rimanda alla Mappa interattiva sull’occupazione ingegneristica pubblicata su cni-working.it, (portale realizzato dalla Fondazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri interamente dedicato al lavoro degli ingegneri) e sul portale di ANPAL Servizi (anpalservizi.it).

Open 2021-2022 – Le sfide della sostenibilità per un mondo più resiliente e città più smart

 Al via il 26 ottobre in streaming e in presenza la rassegna «aperta» dell’Ordine degli Ingegneri di Verona. Previsti incontri e conferenze sul tema «tecniche, mezzi, informazione per riappropriarci del nostro futuro».

Verona, 20 ottobre 2021 — Come ci si muoverà nella città del futuro? Di che materiale saranno fatte le nuove case? Come si alimenteranno gli elettrodomestici in modo da rispettare l’ambiente (senza pesare troppo sulla bolletta)? E come verrà trattato ciò dalla casa «esce», ovvero i rifiuti? Sono temi che interrogano qualsiasi cittadino e su cui si confrontano quotidianamente gli amministratori locali. Allo stesso tempo, su più ampia scala, rappresentano le grandi questioni irrisolte del mondo che verrà, toccando nodi cruciali come la lotta al cambiamento climatico, la green economy e l’implementazione di nuove forme di energia pulita.

Partirà proprio da queste domande l’edizione 2021 – 2022 di Open, l’annuale rassegna di incontri organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Verona. Un’iniziativa che mette al centro di tutto, fin dal nome, l’apertura alla città e alla comunità, proponendo una serie di incontri non solo per addetti ai lavori.

Nell’anno della pandemia, Open aveva scelto di concentrarsi sulle nuove forme di comunicazione, tra cui quelle tecnologie che hanno consentito a molti di lavorare senza lasciare la propria casa. Anche le conferenze si erano svolte in streaming, senza però per questo limitare le presenze, anzi: si è arrivato a toccare un massimo di 700 utenti collegati contemporaneamente.

Con quest’edizione, Open testerà il sistema «misto»: si torna in presenza, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri alla «Cittadella delle professioni», in via Santa Teresa, senza abbandonare, però, la possibilità di collegarsi online.

 

LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ

Il titolo scelto per l’edizione 2021 – 2022 è «Sostenibili Attività – Tecniche, mezzi, informazione per riappropriarci del nostro futuro». Le due parole, unite insieme in una crasi, ne formano una terza: Sostenibilità. Questo termine, nelle diverse lingue, è stato, del resto, una delle parole chiave più digitate, nel corso dell’ultimo anno, sui motori di ricerca, spesso accompagnata da quesiti legati produzione energetica e sullo smaltimento dei rifiuti, su tutti la plastica. A questo riguardo, Open sceglie di allargare gli orizzonti. Nel ciclo dei nove appuntamenti, il concetto di sostenibilità verrà «aggredito» in tutte le sue sfaccettature: dalla sua applicazione al mondo dell’industria, nell’era della quarta rivoluzione industriale, alla salvaguardia delle risorse idriche, senza dimenticare l’ampio capitolo dell’economia circolare, su cui gli ingegneri scaligeri hanno deciso di investire con convinzione, anche con il loro lavoro di tutti i giorni.

Il primo appuntamento, fissato per martedì 26 ottobre, con inizio alle 9.30, affronterà di petto uno dei temi chiave della rassegna, la circolarità energetica. Ovvero come evitare di dissipare una risorsa sempre più preziosa (e costosa, in bolletta), riducendo gli sprechi e ricorrendo quanto più possibile alle fonti rinnovabili. Tra gli argomenti affrontanti, le nuove frontiere dell’uso del biometano (ne parlerà Leonardo Senatori, manager di una delle aziende top del settore) e dell’idrogeno (affronterà il tema Emanuele Castioni, che opera sul fronte della produzione di elettrolizzatori per la generazione del prezioso gas). Il coordinamento scientifico dell’evento sarà a cura di Alberto Valli, consigliere referente della commissione «Energie ed efficienza» dell’Ordine degli Ingegneri scaligero. Lo stesso tema, da unaltro punto di vista, verrà affrontato il 17 dicembre, con un convegno dal titolo «Produzione sostenibile ed economia circolare».

 

IL FUTURO DELLE CITTÀ, DELLA MOBILITÀ URBANA, DELL’INDUSTRIA

Nel secondo appuntamento,  venerdì 3 novembre, dalle 14.30 alle 17.30, si volgerà lo sguardo al futuro delle città. Come coniugare l’esistenza di grossi agglomerati urbani, responsabili a livello mondiale del 70% di emissioni di CO2 con i nuovi obiettivi posti dalla comunità internazionale (ad esempio con i programmi Green Deal, Renovation Wave e New Europan Bauhaus) per la riduzione di gas serra. Una questione che si collega in modo diretto a quella della mobilità sostenibile, che resta un dilemma aperto per molte grandi centri italiani, tra cui Verona. Tenterà di rispondere un panel di esperti, tra cui Chiara Wolter, esperta di energia di Ambiente Italia, Dino Zardi, docente di Ingegneria Civile e Ambientale all’Università di Trento, Maria Chiara Pastore, ricercatrice del Politecnico di Milano e Maurizio Tira, docente di Tecnica della pianificazione urbanisti all’Università di Brescia e presidente della Società Italiana degli Urbanisti. Al centro degli interventi, la riflessione su alcuni processi che caratterizzeranno il cambiamento nei prossimi anni: come le aree urbane possono contribuire alla lotta al climate change, la mobilità sostenibile come nuovo rapporto del cittadino con il territorio, la forestazione urbana come fattore di resilienza ma anche di migliore relazione con l’ecosistema.

Sarà solo l’inizio di una serie di incontri che proseguiranno fino a fine gennaio e che toccheranno altri temi che, pur senza dimenticare il contesto generale, affronteranno nodi aperti anche per la realtà locale veronese. Un esempio arriva dal terzo evento in programma, dedicato alla sostenibilità ambientale e ai trasporti, l’11 novembre alle ore 15, nel periodo dell’anno statisticamente più delicato sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico (e, di conseguenza, delle limitazioni al traffico).

Il 26 novembre, alle 14.30, si farà invece il punto sull’industria, fonte di benessere per il nostro territorio, ma anche, notoriamente, di emissioni di gas serra. La rivoluzione 4.0, le nuove tecnologie, offrono però strumenti che consentono di abbattere l’impatto ambientale delle aziende, trovando un punto di incontro tra crescita e salvaguardia del pianeta.

La produzione crea, tuttavia, anche delle materie di scarto. Il 3 dicembre, alle 10, si parlerà proprio di gestione dei rifiuti nell’ottica dei Cam, ossia i criteri ambientali minimi. Si tratta dei requisiti definiti dal Ministero dell’Ambiente volti ad indirizzare le Pubbliche Amministrazioni e le imprese verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti. Regole che vengono applicate anche nella gestione dei rifiuti urbani, partendo proprio dal peso che ciascun materiale ha nel suo ciclo di smaltimento o di riciclo.

Un appuntamento che sarà dedicato  alla tutela dell’acqua che beviamo tutti i giorni. Il convegno «Inquinamento e risorsa idropotabile», in calendario il 31 gennaio vedrà la partecipazione di esperti dell’Arpav, l’agenzia regionale veneta per l’ambiente, delle partecipate che seguono il servizio idrico in provincia di Verona: Acque Veronesi e Ags, e del Consorzio Veronese di Bonifica. Al centro ci saranno le questioni territoriali ancora aperte, a cominciare da quella della discarica di Pescantina, fino alla contaminazione da Pfas che ha riguardato anche alcune zone della provincia di Verona.

  

UN LABORATORIO DI PROPOSTE

Open non si limiterà, del resto, ad «analizzare problemi», ma raccoglierà anche proposte costruttive, «visioni» per il futuro prossimo venturo. A cominciare degli edifici, uno dei fattori che incidono maggiormente sulla sostenibilità delle città: un seminario (previsto per il 14 gennaio) affronterà le nuove proposte che arrivano dal mondo dell’architettura per contenere il più possibile «l’impronta umana» sul territorio.

Il convegno conclusivo, il 28 gennaio, sarà dedicato alle auto di domani e alle diverse tecnologie per contenere l’inquinamento in una prospettiva «carbon neutral», dai veicoli a trazione elettrica a quelli a idrogeno.

«Con l’edizione 2021/2022 — afferma il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Andrea Falsirollo — Open lancia una scommessa importante: fare divulgazione su quelli che non sono solo questioni tecniche che interessano però la vita di tutti i giorni, ma che saranno i temi centrali del dibattito politico nei prossimi anni. La transizione energetica, il passaggio alla neutralità climatica terrà impegnati i governi di tutto il mondo per decenni. Affronteremo tutti questi nodi con il rigore scientifico che ha caratterizzato Open fin dalla prima edizione, adottando allo stesso tempo un approccio divulgativo. Troppo spesso quando si parla di ambiente e del futuro del nostro pianeta si è tentati di cedere a narrazioni suggestive ma poco concrete. Noi porteremo proposte, ricorrendo ad esempi e raccontando le best practices già adottate nei contesti maggiormente all’avanguardia».

«Tutti gli appuntamenti in programma — aggiunge la vicepresidente Valeria Reale, coordinatrice di Open — potranno contare sulla presenza di esperti impegnati da anni con il loro lavoro quotidiano sulle tematiche al centro delle rassegna, enti e amministratori locali. La nostra proposta è aperta a tutta la cittadinanza, con l’auspicio che diventi un luogo di confronto, un laboratorio di idee capace di immaginare la Verona che verrà».

«La rassegna organizzata dall’Ordine degli Ingegneri — ha detto il sindaco Federico Sboarina nel corso dell’intervento alla conferenza stampa odierna — è un importante segno di apertura alla città. Quello affrontato non è semplicemente uno dei temi cardine del futuro, ma il tema su cui ruoteranno tutti gli altri, anche per quanto riguarda l’amministrazione di una città».

«La sfida energetica e climatica — la dichiarazione dell’assessore all’Ambiente, Ilaria Segala — viene quotidianamente affrontata dalla nostra amministrazione, penso al Paesc, il piano di azione per l’energia sostenibile e il clima, come al verde urbano, con l’importante progetto che riguarda l’ex scalo ferroviario e che andrà a intervenire su una delle maggiori isole di calore presenti a livello urbano».

Il programma completo sarà scaricabile dal sito https://ingegneri.vr.it. Sarà possibile collegarsi ai convegni cliccando sui link che verranno di volta in volta pubblicati sempre sul sito istituzionale dell’Ordine.

La rassegna Open 2021 gode del patrocinio di Comune di Verona, Regione Veneto, Provincia di Verona, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Federazione dellOrdine degli Ingegneri del Veneto, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Verona, Centro nazionale di studi urbanistici, Accademia di Agricoltura, Scienza e Lettere di Verona, Accademia di Belle Arti di Verona, Verona Network, Fiera del Riso di Isola della Scala.

 È stata realizzata con il contributo di Agsm – Aim, Acque Veronesi, Feder Manager e con la collaborazione del Collegio degli Ingegneri di Verona, del Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani e di Ance Verona, Archivio di Stato di Verona, Trasporti & Cultura — rivista di architettura delle infrastrutture e del paesaggio

Cortina, necessario ripensare l’ingegneria della difesa del territorio

I cambiamenti climatici rendono difficilmente prevedibili eventi come quelli che sono avvenuti a Cortina. Bisogna dunque ripensare l’ingegneria della difesa territorio alla luce di questi eventi che non sono più classificabili come un tempo.
Ciò che è ormai palese, ad esempio, è che tombinare i corsi d’aqua non è una scelta saggia, perché alla fine natura fa pagare il conto.
Qui il focus dell’ing. Luca Luchetta, presidente dell’ Ordine degli Ingegneri di Belluno.

Ingegneri biomedici fondamentali nella lotta al Covid

Il gruppo di lavoro FOIV di ingegneria biomedica si propone di dare rilevo ai professionisti che operano nel campo delle applicazioni ingegneristiche in medicina e in sanità.

Il mondo dell’ ingegneria biomedica, poco conosciuto ai più, è variegato e permea  a 360° il modo della medicina  supportandolo tecnologicamente. Ci sono colleghi che operano nella gestione delle tecnologie nella sanità pubblica, chi nella sanità privata, chi nelle imprese di costruzione di strumentazioni sanitarie, chi nelle imprese di servizi per la loro manutenzione, chi nel settore della formazione, chi nella certificazione d’impresa e/o di prodotto medicale, chi opera nell’informatizzazione  con lo sviluppo di software medicali, chi nella digitalizzazione dei processi sanitari, chi si occupa di programmazione e di gestione economica a livello regionale, chi a livello locale ecc. (altro…)

Tre premi di laurea dal Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia

Il Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia promuove un bando per la premiazione di tre tesi di laurea magistrale o di dottorato di ricerca  relative al campo dell’ingegneria, una per ciascun macrosettore (civile ambientale, industriale, dell’informazione), che siano esplicitamente finalizzate ad approfondire aspetti e criticità nei vari ambiti dell’ingegneria relativi al territorio della città metropolitana di Venezia.

Il bando si rivolge agli Ingegneri che abbiano conseguito da non più di 3 anni la laurea magistrale o il dottorato di ricerca presso un’Università italiana, senza limitazioni di età o cittadinanza , i cui studi ricadano nei campi dell’ingegneria civile, industriale e dell’informazione.

Sarà riconosciuto ai vincitori un premio pari a euro 1.500,00 (al lordo delle ritenute fiscali di legge). Potranno essere concessi contestualmente altri riconoscimenti a lavori particolarmente meritevoli.

La domanda di ammissione al presente bando dovrà pervenire entro il 30 aprile 2019 ore 12.00 – tramite consegna a mano o spedizione per posta – presso il Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia (Via Bruno Maderna, 7 int. 29, 30174 Venezia Mestre), aperto al pubblico nei seguenti orari:  dal lunedì al giovedì 9.00-13.00 / 15.00-17.00;  il venerdì 9.00-13.00. È altresì ammessa la consegna della domanda tramite posta elettronica all’indirizzo: segreteria@collegioingegnerivenezia.it.

Non farà fede la data di spedizione, ma quella di ricevimento della domanda.

Scarica il bando completo.

Scarica i moduli per partecipare.

Numero chiuso ingegneria, Foiv: “Bisogna incentivare e sostenere gli indirizzi scientifici per rispondere alla esigenze del mercato”

“Sono pienamente d’accordo con l’assessore Donazzan quando definisce l’introduzione del numero chiuso alla Facoltà di Ingegneria una scelta miope e in controtendenza con le esigenze del mondo del lavoro” così il presidente della FOIV– Federazione Ordini degli Ingegneri del Veneto Gian Pietro Napol in merito alla decisione del Senato accademico del Bo’.
“Bisogna al contrario incentivare e sostenere gli indirizzi scientifici, e specialmente quelli di Ingegneria, per rispondere alle esigenze del mercato. È di pochi giorni fa la notizia di un’azienda che voleva assumere ingegneri ma non li trovava. E non è un caso isolato. Se questa è la situazione il numero chiuso non è certo la risposta”.

“Libere professioni e sviluppo della Società” (16 novembre, Venezia)

Si svolgerà il prossimo 16 nvembre il convegno “Libere professioni e sviluppo della Società” che si terrà presso il Venezia Terminal Passeggeri, Marittima Fabbricato 248 – Venezia.
 
Ai partecipanti ingegneri saranno riconosciuti 3 CFP.
Le iscrizioni per gli ingegneri saranno curate dalla Fondazione Ingegneri Veneziani (per informazioni scarica la locandina).
 
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria della Fondazione al tel. 041 5289114.

LOGISTICA
Nel caso si raggiunga la location con il proprio automezzo è a disposizione degli ospiti il parcheggio n. 05, situato presso l’area portuale di Venezia,  gratuito e riservato. Sarà sufficiente avvisare il personale addetto presente per il controllo al varco di essere ospite del convegno e, dopo rilascio di un badge necessario per l’accesso al parcheggio, verrà indirizzato al Terminal 103 della Stazione Marittima di Venezia.
Per ogni ulteriore informazione su come raggiungere la Stazione Marittima con altri mezzi, vi invitiamo a collegarvi al seguente link Come raggiungere la Stazione Marittima

 

ANDREMO ANCORA FISICAMENTE IN CANTIERE? Riflessioni sui possibili risvolti dell’innovazione digitale nel settore delle costruzioni

Da INGENIO 14.07.17 – Gli aggettivi digitale, elettronico, informatico sono come l’aria che respiriamo, sono dappertutto, è recentissimo il via al ‘domicilio digitale’, ma ogni giorno, da qualche tempo, ci confrontiamo con questo processo di trasformazione.
Cuore dell’innovazione digitale nel settore delle costruzioni, ma ovviamente anche negli altri ambiti, è lo sviluppo della tecnologia elettronica, che genera fondamentalmente due entità: l’hardware ed il software; potremmo semplicisticamente dire: il braccio e la mente, senza dimenticare che dietro tutto questo c’è l’intelligenza dell’uomo. Qui ci si occuperà del software. (altro…)

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