Ingegneri veneti: “La sicurezza non è negoziabile”
“La sicurezza non è negoziabile: le norme sono indispensabili, ma non bastano. La sicurezza funziona solo se diventa cultura condivisa”. È il messaggio lanciato dal presidente della FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (Ordini aderenti Verona, Padova, Treviso) Fabio Bonfà dal palco del seminario “VIVERE LA SICUREZZA OLTRE L’EMERGENZA. Ingegneri, professionisti e istituzioni a confronto per la tutela dei cittadini”, svoltosi venerdì 13 marzo a Treviso nel complesso Sant’Artemio. Un appuntamento dedicato a riportare al centro dell’attenzione pubblica la cultura della sicurezza negli ambienti aperti al pubblico.
L’iniziativa, che ha registrato una sala gremita, ha riunito ingegneri, Vigili del fuoco, professionisti e rappresentanti delle categorie economiche in un confronto aperto e costruttivo. Il punto di partenza è stato il tragico caso di Crans-Montana, che ha reso chiaro quanto sia fondamentale riconoscere il pericolo prima che diventi emergenza. “Nei locali pubblici il contributo dell’ingegneria e degli ingegneri è fondamentale – ha detto Il presidente della FOIV Fabio Bonfà -: dalla progettazione sicura degli spazi alle vie di esodo, dai compartimenti alla resistenza al fuoco, fino alla corretta gestione degli impianti elettrici, antincendio e di ventilazione. È altrettanto essenziale valutare i carichi di affollamento, i comportamenti in emergenza e garantire nel tempo manutenzione e requisiti di sicurezza. L’ingegnere ha il dovere di dire no quando le condizioni non sono sicure, anche sotto pressione economica o organizzativa. Significa passare da una logica reattiva a una preventiva, investire in formazione continua, promuovere la consapevolezza del rischio e valorizzare i controlli come strumenti di tutela. Garantire la sicurezza è un atto di civiltà: significa investire nella qualità della vita, anzi, nella vita stessa. Gli ingegneri hanno un ruolo chiave, ma non esclusivo: sono parte di un sistema che deve funzionare in modo coerente e responsabile. Costruire una cultura della sicurezza vuol dire scegliere ogni giorno di mettere la vita delle persone al primo posto”.
A Treviso il capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Eros Mannino ha annunciato un’importante novità, l’introduzione di un procedimento premiale per le imprese in materia di sicurezza: “Si tratta è un’idea forte: inizialmente sarà volontaria e permetterà alle imprese di adottare misure di sicurezza più elevate rispetto ai requisiti minimi di legge. Oggi, rispettare il minimo consente di esercitare; domani ci sarà la possibilità di scegliere livelli superiori di sicurezza, riconosciuti attraverso una classificazione dedicata. Abbiamo pensato a bollini, categorie differenziate anche per colore, che offrano all’utenza una percezione immediata del livello di sicurezza del locale. Maggiore sarà l’adozione di queste misure, maggiore sarà la sicurezza, e ciò potrà tradursi in forme di incentivazione: agevolazioni fiscali, riduzione dei premi assicurativi e altre misure da sviluppare. La sicurezza diventerà così un valore aggiunto, riconosciuto e premiato quando realizzato in modo concreto”.
Il Presidente CNI, Angelo Domenico Perrini, in videocollegamento, ha sottolineato: “L’ingegnere del terzo millennio abbraccia ormai tutte le attività umane: dall’ingegneria civile, la più tradizionale, all’ingegneria dei processi industriali, alla cyber security, fino all’ingegneria sanitaria.
Poiché il rischio zero non esiste in natura, ogni attività umana è caratterizzata da un rischio. Il compito dell’ingegnere è minimizzarlo, lavorando non solo sulla gestione post-evento, ma soprattutto sulla prevenzione, sulla previsione e sulla precorrenza delle emergenze. La minimizzazione del rischio passa quindi da queste attività fondamentali”.
Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, ha affermato: “Ringrazio la Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per aver promosso questo importante momento di confronto e tutti i soggetti che hanno contribuito alla sua realizzazione, oltre naturalmente a tutti i professionisti e ai rappresentanti delle istituzioni presenti oggi. Parlare di sicurezza “oltre l’emergenza” significa passare da una logica di intervento quando il problema si manifesta, a una visione fondata sulla prevenzione, sulla consapevolezza e sulla responsabilità condivisa. Come Provincia di Treviso crediamo fortemente in questo approccio: proprio qui al Sant’Artemio promuoviamo iniziative rivolte anche alle giovani generazioni, come il progetto “SicurInsieme – La sicurezza è tra le nostre mani”, che coinvolge ogni anno studenti delle scuole superiori della Marca Trevigiana in attività formative dedicate alla gestione delle emergenze, alla prevenzione degli incendi, al primo soccorso e alla valutazione dei rischi”.
Il vicesindaco di Treviso Alessandro Manera ha sottolineato: “Come amministrazione crediamo profondamente nel valore della prevenzione, nella collaborazione con i professionisti e nella responsabilità diffusa. La proposta di introdurre un sistema premiale va nella direzione giusta: stimola gli operatori a investire volontariamente in livelli più elevati di sicurezza, oltre i minimi di legge, e permette ai cittadini di riconoscere immediatamente la qualità e l’affidabilità dei luoghi che frequentano. Per una città come Treviso, che vive di socialità, cultura, eventi e spazi pubblici, sapere che esiste un percorso che valorizza chi sceglie la sicurezza come priorità è un segnale importante. Significa promuovere un modello virtuoso, che mette al centro le persone e la loro tutela. La sicurezza non è un costo, ma un investimento sulla qualità della vita della nostra comunità, e iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale lavorare insieme per costruire un sistema più consapevole, più solido e più responsabile”.
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