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Convegno “Dall’uomo alla macchina pensante: integrazione, ibridazione o sostituzione? Le frontiere della bioingegneria tra innovazione ed etica” (Padova, 28 maggio)

Quanta parte del nostro organismo può essere sostituita dalle tecnologie biomediche e bioinformatiche per offrirci una migliore qualità della vita? Quanto le nuove tecnologie (dalle scansioni laser alle stampanti tridimensionali biologiche, alle reti neurali) possono esserci di aiuto? E fino a quanto possiamo spingerci in là nel pensare di poter intervenire creando addirittura delle nuove coscienze?

Sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso del convegno “DALL’UOMO ALLA MACCHINA PENSANTE: INTEGRAZIONE, IBRIDAZIONE O SOSTITUZIONE? LE FRONTIERE DELLA BIOINGEGNERIA TRA INNOVAZIONE ED ETICA”, promosso dalla FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto insieme all’Ordine degli Ingegneri di Padova con il supporto scientifico della Fondazione Ingegneri Padova.

Il convegno si svolgerà martedì 28 maggio dalle 15 alle 18.30 al Palazzo della Salute (in via San Francesco, 90). L’evento vedrà la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti di intelligenza artificiale, robotica e applicazioni su dispositivi biomedici con i quali tentare di tracciare le nuove frontiere del settore.

L’obiettivo del convegno è di approfondire il ruolo dell’ingegneria all’interno di un ambito molto delicato come quello della bioingegneria, partendo dall’oggi e guardando verso un futuro in cui il ruolo dell’innovazione tecnologica sarà sempre più importante.

Agli ingegneri partecipanti saranno riconosciuti 3 CFP. Ai fini del rilascio dei CFP è obbligatoria la frequenza del 100% della durata del convegno. 

Convegno GRATUITO e APERTO A TUTTI con iscrizione obbligatoria on line entro il 24 maggio p.v.

Iscrizione ingegneri: https://shorturl.at/dfmak

Iscrizione altre categorie: https://shorturl.at/juzOS 

Scarica la locandina

Assemblea di Federazione (9 maggio 2024)

Giovedì 9 maggio 2024, alle ore 16:30 a Marghera, si svolgerà l’assemblea della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto.
Dopo la relazione annuale del presidente e la presentazione del bilancio 2023, il programma prevede gli interventi dei consiglieri del CNI ing. Remo Vaudano e ing. Luca Scappini, che informeranno sulle ultime attività del Consiglio nazionale. Nel corso dei lavori, inoltre, verrà dato ampio spazio alla restituzione da parte dei gruppi di lavoro di quanto fatto nel corso di questi mesi.
Il video della parte pubblica dell’assemblea sarà caricato on line nel canale YouTube e nel sito della Federazione (www.foiv.it) nei giorni seguenti.

Qui il programma.

Cordoglio per la tragedia di Suviana

La tragedia di Suviana colpisce da vicino la nostra categoria, con la tragica morte dell’ingegnere Alberto Scandellari, residente in Provincia di Padova alla quale si aggiunge il ferimento dell’ingegnere Stefano Bellabona.Il presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto Paolo Gasparetto e il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Padova Riccardo Schvarcz a nome di tutti i colleghi e degli iscritti agli ordini del territorio porgono alla famiglia dell’ingegnere Alberto Scandellari le più sentite condoglianze per l’immane tragedia che li ha colpiti ed esprimono la vicinanza ai cari dell’ingegner Stefano Bellabona.”Non conosciamo le cause di questa tragedia, che saranno chiarite dagli organi competenti- commentano Gasparetto e Schvarcz – ma è fondamentale fare tutto il possibile per evitare che tragedie simili si ripetano. A riguardo la nostra categoria da sempre è fortemente impegnata nella promozione della sicurezza sul lavoro e nella formazione, da oggi l’impegno sarà certamente ancora più sentito”.

CENTRO STUDI CNI: ANCORA IN AUMENTO IL NUMERO DI INGEGNERI ISCRITTI ALL’ALBO PROFESSIONALE

Lo attesta l’ultimo rapporto che analizza i dati di inizio 2024. Resta limitata, però, la capacità attrattiva del sistema ordinistico nei confronti dei giovani. Forte crescita, invece, della componente femminile.

Continua a crescere il numero di Ingegneri iscritti all’Albo professionale. All’inizio del 2024 è stato registrato un saldo positivo rispetto al 2023. La platea complessiva ha superato, infatti, la soglia dei 250mila iscritti, con un incremento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, nonostante questo incremento, l’Albo professionale si rivela un’opportunità ancora non del tutto apprezzata dai giovani laureati, dal momento che solo un laureato magistrale in discipline ingegneristiche su dieci formalizza la sua iscrizione all’Ordine. Inoltre, tra coloro che hanno conseguito l’abilitazione, due su tre non procedono con l’iscrizione all’Albo. E’ quanto emerge dal rapporto annuale reso pubblico dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

“I dati del rapporto del nostro Centro Studi – afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – sono relativamente confortanti su una prospettiva di breve termine. Tuttavia, se guardiamo al futuro del sistema ordinistico, il fatto che ad un elevato numero di nuovi laureati nelle discipline ingegneristiche non corrisponda un altrettanto elevato incremento delle iscrizioni all’Albo rappresenta un problema. Del resto, siamo di fronte ad un fenomeno che registriamo ormai da molti anni e che riguarda non solo il nostro albo, ma tutto il mondo delle professioni che, in questa fase storica, evidentemente risulta non sufficientemente attrattivo per i giovani. Il progressivo invecchiamento dell’universo degli iscritti all’Albo degli Ingegneri, puntualmente documentato dai rapporti del Centro Studi, indice di un insufficiente ricambio generazionale, obbliga il Consiglio Nazionale, come abbiamo più volte sottolineato, a studiare nuove politiche e nuovi servizi per gli iscritti, con particolare attenzione alle esigenze dei giovani colleghi. Inoltre, è necessaria una seria riflessione sull’eventuale opportunità di ripensare la struttura dell’Albo per tornare a consentirgli di intercettare i giovani, anche prevedendo l’obbligatorietà di iscrizione per tutti coloro i quali svolgono l’attività di ingegnere, a prescindere dal settore pubblico o privato. Tenendo sempre presente il fatto che un ingegnere iscritto rappresenta una garanzia di sicurezza e qualità delle prestazioni professionali a beneficio della collettività”.

“Tra i numerosi elementi che si ricavano dal nostro rapporto – dice Giuseppe Maria Margiotta, Consigliere Segretario del CNI con delega al Centro Studi – c’è il fatto che gli studi in ingegneria continuano ad attrarre un numero assai elevato di giovani, risultando la prima scelta per numero di iscritti. Ciò dimostra che la formazione in ingegneria risponde al meglio all’esigenza dei giovani di dotarsi di un titolo di studio spendibile nel mercato del lavoro. Purtroppo, però, solo una minima parte di loro si iscrive poi all’Albo. La conseguenza è che, in base agli ultimi dati, cala la quota di coloro che si sono iscritti all’Albo da meno di 5 anni (dal 14,8% al 14,5%), mentre quella relativa agli ingegneri con un’anzianità di iscrizione superiore ai 20 anni aumenta (il 42,3% contro il 40,3% del 2023). Una chiave di lettura di questa progressiva disaffezione può essere la seguente. Poco meno della metà degli iscritti lo sono da oltre venti anni: sono laureati del vecchio ordinamento che potevano iscriversi a tutti e tre i settori dell’Albo. La divisione in settori dell’Albo, con la conseguente distribuzione degli ingegneri tra i tre settori in base alla propria specializzazione, ha dunque avviato un processo di progressivo allontanamento, soprattutto da parte degli ingegneri del settore industriale e, in misura ancora maggiore, di quelli del settore dell’informazione”.

Il rapporto del Centro Studi attesta, ad inizio 2024, un netto calo del numero di nuove iscrizioni (6.102, contro le 8mila del 2022 e del 2023), mentre aumentano le cancellazioni (4.810 contro le 4.462 del 2023). Il saldo finale, dunque, è sì positivo ma solo dello +0,5%. Degli oltre 250mila iscritti, quelli della sezione A sono 237.196 (+0,3%), mentre quelli della sezione B sono 13.150. Gli ingegneri iuniores costituiscono appena il 5% di tutti gli iscritti all’Albo. La distribuzione territoriale degli iscritti resta praticamente immutata: circa il 41% degli iscritti appartiene ad un Ordine del Meridione, mentre poco più di un terzo è iscritto ad un Ordine provinciale del Nord Italia. Un iscritto su cinque appartiene ad uno dei tre Ordini più grandi (Roma, Napoli e Milano), mentre una quota analoga è iscritta ad uno dei 55 Ordini più piccoli. In 35 Ordini il tasso di crescita del numero degli iscritti rispetto all’anno precedente è stato pari o superiore all’1%, con i valori più alti rilevati presso gli Ordini di Grosseto, Siracusa, Rimini, Caserta e Potenza (valori compresi tra il +2,4% e il 2,6%).

Passando alla composizione per genere, l’incremento degli iscritti all’Albo è merito soprattutto delle donne. Ad inizio 2024, infatti, esse costituiscono oltre il 17% del totale, contro il 91,1% del 2007. Un balzo in avanti notevole. Va notato come la “settorizzazione” dell’Albo, che sta lentamente concentrando gli iscritti quasi totalmente nel settore civile ed ambientale, contribuisce in misura notevole a questo fenomeno di progressiva “femminilizzazione” dell’Albo, considerato che i corsi di laurea e laurea magistrale del settore civile ed ambientale sono proprio quelli in cui la presenza femminile è più consistente. L’Ordine di Ancona si conferma l’Ordine provinciale con la percentuale più alta di iscritte (26,6%), seguito dall’Ordine di Cagliari (26,4%) e da quello de L’Aquila (25,7%). Gli Ordini di Bolzano e di Caltanissetta risultano invece, ancora una volta, gli Ordini con la componente femminile più bassa, inferiore al 10%.

Per quanto riguarda la distribuzione tra i tre settori dell’Albo, la situazione resta praticamente invariata rispetto al 2023: l’88,3% degli ingegneri iscritti alla sezione A e il 60,7% degli ingegneri iuniores iscritti alla sezione B appartengono infatti al settore civile ed ambientale. Per quanto concerne gli iscritti della sezione A, il dato è tuttavia condizionato dalla presenza di oltre 140mila iscritti del vecchio ordinamento che avevano la possibilità di iscriversi a tutti e tre i settori. Ma anche limitando l’osservazione ai soli ingegneri del nuovo ordinamento iscritti ad un solo settore, si rileva un ampio divario tra il civile ed ambientale e gli altri due settori: il 71% degli iscritti “monosettoriali” appartiene infatti al settore civile ed ambientale contro il 22% di quello industriale ed il 7% di quello dell’Informazione.

Infine, l’età degli iscritti. L’Albo tende a concentrarsi verso le fasce d’età più anziane della popolazione. Continua ad aumentare la quota di iscritti con più di 65 anni (17% contro il 16,5% del 2023 e il 15,9% del 2022), mentre prosegue la flessione della quota di giovani con meno di 40 anni (22,5%, un punto percentuale in meno rispetto al 2023 e addirittura 4 punti in meno rispetto al 2019). A parziale conferma, aumenta il numero di ingegneri centenari o ultracentenari: ben 68 contro i 55 del 2023! Di conseguenza continua ad aumentare l’età media: 52,1 anni per gli iscritti alla sezione A e 43,5 anni per quelli della sezione B.

Fonte: comunicato stampa Cni

Centro Studi CNI: sempre più donne ingegnere, sempre più ampi i divari di genere

L’8 marzo di ogni anno sembra ormai ricordarci un semplice e sostanziale paradosso: l’importanza crescente delle donne nella nostra società, affiancata alla (purtroppo crescente) disparità di trattamento in molti ambiti della vita sociale e lavorativa. Ancora oggi le donne hanno maggiore difficoltà rispetto agli uomini a trovare lavoro, a permanere nel mercato del lavoro, ad intraprendere percorsi di carriera e posizioni di vertice pari a quelli a cui accedono gli uomini, ad essere retribuite nella stessa misura dei colleghi a parità di mansioni esercitate.

Si sostiene spesso che al consolidarsi dei divari di genere nel nostro Paese (ma nel resto dei Paesi industrializzati e ovunque nel mondo la situazione è identica) abbia fortemente contribuito, fra i vari fattori, un costante minore accesso delle donne ai vari livelli di istruzione. I dati, però, indicano il contrario: in Italia, nella popolazione tra 25 e 64 anni, il 65,7% delle donne ha almeno un diploma, a fronte del 60,3% tra gli uomini. Inoltre, nella medesima classe d’età, tra le donne il 23,5% possiede una laurea, contro il 17% rilevato tra gli uomini. In poche parole oggi, e anche nel recente passato, le donne sono più diffusamente istruite rispetto agli uomini, cercano di accedere a corsi di studio con maggiore intensità rispetto al genere maschile, aspirano e ottengono una laurea in misura consistentemente maggiore di quanto lo facciano gli uomini.

Una volta entrate nel mercato del lavoro, però, per molte la situazione cambia: i percorsi di carriera diventano più complessi e accidentati ed un indicatore di diseguaglianza che vale per tutti è il differenziale salariale, sistematicamente più basso per le donne rispetto agli uomini in qualunque settore produttivo.

Il problema è evidente anche nel settore dell’ingegneria e, più in generale in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Anche in questo caso, però, occorrerebbe sfatare alcuni luoghi comuni. E’ vero che attualmente in Italia (in Europa la situazione è simile) il numero di donne con un titolo terziario in ambito STEM è considerevolmente più contenuto rispetto a quello degli uomini: in Italia, considerando la popolazione di giovani adulti (25-34 anni), tra le donne solo il 16,6% ha un diploma/laurea nelle discipline STEM, a fronte del 34,5% rilevato tra gli uomini.

Tuttavia, anche in questi ambiti, da tempo si assiste ad una ascesa costante del numero delle donne. In Italia, ad esempio, se consideriamo le laureate magistrali nelle aree disciplinari STEM, nel 2013 erano 14.813, nel 2015 erano 15.136, nel 2017 sono state 17.893, nel 2021 sono state 20.059. Tra il 2013 ed il 2021 (ultimo dato Eurostat disponibile) in Italia il numero di laureate magistrali nelle aree disciplinari STEM è aumentato del 35%, tra gli incrementi più elevati in ambito europeo: in Germania l’incremento è stato del 30%, in Francia del 24,2%, in Austria del 28%, in Belgio del 33% e nel Regno Unito intorno al 20%.

Anche se si guarda al solo settore dell’ingegneria, la presenza femminile cresce in Italia a livelli considerevoli. Nel 2010 le donne che hanno conseguito una laurea magistrale in ingegneria sono state 3.140; nel 2021 sono state 8.267. Nel 2010 le laureate magistrali in ingegneria costituivano il 23% del totale laureati in ingegneria, mentre nel 2021 esse costituiscono 30,8%. In Europa ci poniamo attualmente in una posizione intermedia tra i principali Paesi dell’Unione: tra il 2015 ed il 2021, secondo i dati Eurostat, il numero di laureate magistrali in Ingegneria in Italia è aumentato del 23,2%, In Germania del 23,3%, in Belgio del 12%; in Francia e in Spagna il ritmo di crescita sarebbe diminuito mentre nel medesimo periodo Paesi come l’Austria, l’Olanda e l’area scandinava hanno registrato incrementi intorno al 40%.

In Italia si è assistito anche ad un apprezzabile incremento della quota di donne iscritte all’Albo degli ingegneri: erano il 9% del totale nel 2007 a fonte del 17% attuale.

In questo scenario in cambiamento, almeno nei numeri, nulla sembra mutare nel mercato del lavoro e nei divari di genere che esso manifesta. Per tutti valgono i differenziali salariali di genere, presenti in tutti i settori ed a tutti i livelli. Nell’ambito del lavoro professionale il dato è eclatante: dagli ultimi disponibili, risalenti al 2021, tra gli ingegneri iscritti ad Inarcassa, gli uomini registrano un reddito medio di 44.459 euro, mentre le donne presentano un reddito medio di 26.083 euro con un gender paygap quasi del 48%. Gli architetti iscritti ad Inarcassa registrano un reddito medio annuo di 33.525 euro a fronte dei 20.748 euro registrati dalle colleghe, con un paygap pari al 38%. Il gender paygap di tutti i liberi professionisti iscritti alle Casse private si attesta attualmente, secondo i dati Adepp, al 44%.

Le ragioni di queste differenze sono molteplici. Nel mercato del lavoro, specie in Italia, pesa considerevolmente il fatto che le donne, più degli uomini, debbano cercare di conciliare i tempi di lavoro con quello delle cure parentali, oltre alla sostanziale mancanza di servizi alle famiglie, di asili nido e altre attività diffuse che permettano, soprattutto alle coppie più giovani, di conciliare meglio il lavoro e le esigenze della famiglia. Queste spiegazioni valgono tuttavia fino ad un certo punto. Soprattutto sulle differenze di trattamento salariale non possono più essere addotte giustificazioni per le quali le donne scontano una sorta di ritardo in termini di qualificazione delle competenze rispetto agli uomini. Il recupero dei ritardi è sempre più veloce e, se guardiamo a comparti iperspecialistici come l’ingegneria e l’intero campo delle STEM, in un futuro molto prossimo ci saranno sempre più donne qualificate. Ad un trend crescente di donne sempre più motivate e sempre più qualificate non corrisponde una flessione dei differenziali salariali, ma anzi il problema sembra acuirsi e andrebbe affrontato probabilmente con politiche e strumenti nuovi di sostegno alle famiglie ed alle donne. 

“Assistiamo da tempo – afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – ad un incremento costante delle donne laureate in ingegneria e delle iscritte all’Albo degli Ingegneri. Le laureate in ingegneria sono oggi poco più del 30% del totale a fronte di poco più del 20% di venti anni fa. Si tratta di una crescita lenta seppure costante, ma il problema resta un altro, ovvero la sostanziale differenza di trattamento che il mercato del lavoro riserva ancora oggi a uomini e donne. Il differenziale salariale è l’elemento più evidente ed il problema si acuisce nella libera professione, anche in ambiti in cui a tutti sono richieste competenze alte, frutto di studi complessi, come nel campo dell’Ingegneria. Le richieste del CNI per il rispetto delle norme sull’equo compenso sono uno dei tanti strumenti per garantire la qualità delle prestazioni, ancor più, probabilmente, le donne che registrano forme di disparità di trattamento salariale. Ma la vera partita per la parità dei diritti si gioca su altri piani, a partire da migliori incentivi e servizi soprattutto per le famiglie e per le donne più giovani che dovrebbero poter condividere le attività relative alle cure parentali. Da questo punto di vista, anche le Casse di previdenza private potrebbero essere maggiormente protagoniste di una stagione che sostenga le nuove generazioni di donne lavoratrici”.

“In occasione dell’8 marzo – dice Ippolita Chiarolini, Consigliera del CNI – vogliamo ribadire l’importanza dei contributi femminili al mondo del lavoro anche per incentivare la riduzione dei divari di trattamento sul lavoro, tra uomini e donne. Nell’ambito della libera professione in Ingegneria, una donna guadagna mediamente il 47% in meno di ciò che guadagnano gli uomini. Eppure tutte le statistiche inequivocabilmente segnalano che in Italia le donne, anche in Ingegneria, concludono prima degli uomini il ciclo di studi universitari e che il numero delle donne laureate sta aumentando in maniera consistente; insomma, in diversi ambiti molto specialistici e complessi siamo determinate e motivate a lavorare bene e a crescere, forse molto più degli uomini. Vorremmo che questo 8 marzo non fosse il momento in cui si fa retorica sull’importanza del ruolo della donna oggi; vorremmo piuttosto strumenti e servizi nuovi capaci di innescare un reale cambio di passo che ponga fine ad una subalternità della donna nel mercato del lavoro, che non giova a nessuno”.

Fonte: Comunicato stampa CNI

VIDEO INCONTRO – guida all’iscrizione all’Albo Unico nazionale dei CTU e dei periti (16 febbraio, ore 9.30-11.30)

Si terrà venerdì 16 febbraio dalle 9:30 alle 11:30 il VIDEO incontro in diretta streaming dedicato al supporto nella procedura di iscrizione all’Albo Unico nazionale dei CTU e dei periti.

In attuazione di quanto stabilito dal decreto ministeriale 4 agosto 2023 n.109 – la FOIV con gli Ordini provinciali del Veneto intende fornirti ulteriori indicazioni in vista dell’imminente avvio delle procedure di iscrizione al Portale del Ministero della Giustizia. La domanda di iscrizione all’Albo Unico CTU si dovrà inserire telematicamente mediante il link presente nell’area “Servizi” sotto la voce “Portale Albo CTU del Portale dei Servizi Telematici” nel sito Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia | Home.
In questa fase, i professionisti già iscritti all’Albo dei CTU del Tribunale, per mantenere l’iscrizione, dovranno inserire un’apposita domanda entro il termine perentorio del 4 marzo 2024.

Al fine di condividere le eventuali difficoltà / dubbi / consigli la FOIV, insieme agli Ordini provinciali del Veneto, ha deciso di organizzare un VIDEO incontro nel quale verranno illustrati i vari passaggi che si rendono necessari per completare ed inviare telematicamente la domanda.

Relatore:
Ing. Leonardo Tesser, Componente Gruppo di Lavoro FOIV “Ingegneria forense”.

ISCRIZIONI entro il 14 febbraio:
per iscriverti compila il form su https://forms.gle/Nqh6APA6PoWKmRns8
Il link per il collegamento sarà trasmesso agli iscritti 24 ore prima il live streaming.
L’incontro è GRATUITO con un limite massimo di 250 partecipanti, pertanto in caso di assenza sarà obbligatorio comunicarlo tramite e-mail a segreteria@foiv.it per favorire la partecipazione

N.B. Si raccomanda di avere a disposizione per tale incontro:

  • Credenziali di accesso tramite SPID e/o chiavetta di firma digitale per accedere al portale Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia | Home con preliminare verifica della loro funzionalità;
  • Credenziali di accesso tramite SPID e/o username e psw per accedere al portale MYing con preliminare verifica della loro funzionalità;
  • Dati relativi al proprio percorso formativo / professionale quali percorso di laurea, data di laurea, data di iscrizione all’Albo, numero di iscrizione, eventuali certificazioni e/o specializzazioni particolari conseguite, percorso lavorativo (curriculum quanto più aggiornato);
  • Dati relativi alla data di iscrizione all’Albo dei C.T.U. presso il Tribunale della Provincia di appartenenza e al numero di iscrizione;
  • Eventuale domanda di aggiornamento all’albo dei C.T.U. con indicate le materie di competenza e le specializzazioni secondo le tabelle Ministeriali per Consulenti Tecnici d’Ufficio.

L’iniziativa non gode del riconoscimento dei CFP- Crediti Formativi Professionali.

Evento realizzato a cura del Gruppo di Lavoro FOIV “Ingegneria forense”.

LA FEDERAZIONE FOIV FESTEGGIA I SUOI 50 ANNI

Il 2024 sarà all’insegna delle celebrazioni per la Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV) che festeggerà i primi 50 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1974.

La Federazione FOIV è una libera associazione nata per volontà dei sette Ordini degli Ingegneri provinciali con l’obiettivo di coordinare e favorire l’aggregazione delle attività dei professionisti veneti nel campo della cultura tecnica e della formazione professionale, rappresentando di fatto anche un interlocutore privilegiato con i principali attori politico-istituzionali regionali e nazionali, le associazioni  di categoria e i centri di ricerca universitari.

“Con il nostro cinquantesimo abbiamo raggiunto un grande traguardo, ma il nostro impegno prosegue – afferma il presidente della Federazione FOIV, Paolo Gasparetto –. Continueremo a guardare all’esperienza accumulata nel nostro passato per cogliere le sfide del presente e costruire il futuro della nostra professione, garantendo sempre la nostra presenza nel territorio e mettendo sempre a disposizione della società la professionalità della figura dell’ingegnere”.

Per il 2024 la Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto ha in programma una serie di eventi, oltre alla pubblicazione di un libro dedicato a questo primo mezzo secolo di vita, proprio allo scopo di festeggiare l’importante anniversario.

Ciclo di seminari “Il Piano Mirato di Prevenzione in Edilizia nel Veneto”

Seminari territoriali di presentazione del PMP per la tutela delle condizioni di salute e sicurezza neicantieri temporanei o mobili

Il Piano Mirato di Prevenzione in Edilizia (PMP07) è frutto del lavoro del Gruppo Tematico Regionale Edilizia (GTRE) al quale partecipano gli SPISAL delle AULSS del Veneto, gli Ordini e i Collegi professionali assieme alle Parti Sociali a livello regionale afferenti al comparto delle costruzioni.

L’obiettivo del PMP07 è di sviluppare azioni volte al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei e mobili. L’iniziativa prevenzionistica per gli anni 2023-2025 punta alla valorizzazione del ruolo delle professioni tecniche, tenendo in considerazione i rapporti sia con i committenti, sia con le imprese, per l’apporto fondamentale che le stesse sono chiamate a fornire nel garantire adeguate condizioni di tutela nella progettazione e realizzazione delle opere edili e di ingegneria civile.

Dall’empowerment all’engagement, ovvero dalla consapevolezza all’impegno attivo di tutti coloro che sono chiamati a fornire il proprio contributo organizzativo, tecnico e scientifico per migliorare la capacità di contrastare il fenomeno infortunistico e per raggiungere maggiori livelli di salute e sicurezza nel settore delle costruzioni e, in generale, nell’ambito della società e delle comunità temporanee che, di volta in volta, si costituiscono nella progettazione e realizzazione delle opere.

A più di trent’anni dall’emanazione della Direttiva 92/57 CEE, nonostante i risultati conseguiti, la strada avviata per alzare il livello della qualità ed efficacia delle misure di controllo del rischio rimane aperta verso ulteriori percorsi da intraprendere, attraverso un ulteriore impegno da parte di tutti.

In questo senso, anche l’azione di vigilanza svolta nei cantieri dagli organi di controllo risulta circostanziata alla contingenza delle attività in atto al momento della visita (vigilanza di fase), mentre l’indagine su aspetti di carattere generale risulta di più complessa attuazione e dispendiosa in termini di risorse (personale e tempi) e richiede un nuovo approccio.

L’individuazione e la definizione di nuovi strumenti di controllo e autocontrollo in grado di stimolare e attivare i meccanismi previsti dal Capo I del Titolo IV del DLgs 81/2008 appare indispensabile: è infatti emersa l’esigenza di dare comprensione e valorizzazione ai diversi ruoli e ai relativi obblighi individuati nell’ambito dell’organizzazione e della gestione della salute e della sicurezza nei cantieri.

I seminari che avranno luogo nelle sette province del Veneto intendono illustrare il Piano Mirato di Prevenzione predisposto per il comparto delle costruzioni relativamente alle nuove e complementari modalità di controllo dei cantieri e agli strumenti di autocontrollo messi a disposizione di committenti, responsabili dei lavori, coordinatori per la progettazione e coordinatori per l’esecuzione dei lavori, volti a richiamare gli obblighi specifici in materia di salute e sicurezza nei cantieri e a verificare il corretto adempimento agli stessi.

Informazioni e iscrizioni

L’iscrizione ai seminari è gratuita.
Sono riservate aliquote di partecipazione ai professionisti iscritti ai seguenti Ordini/Collegi professionali che collaborano all’evento: Architetti PPC, Geometri, Ingegneri, Periti industriali. L’iscrizione deve essere effettuata presso i rispettivi Ordini/Collegi.

Sono riconosciuti i seguenti crediti: 4 ore CSP/E – R/ASPP | 4 ore Formatori Sicurezza | CFP

Le richieste di partecipazione ai seminari al di fuori di quelle riservate agli Ordini/Collegi professionali devono essere inviate agli indirizzi e-mail indicati per ogni sede di riferimento.

L’iscrizione è da considerarsi impegnativa.
L’acquisizione dei crediti richiede la presenza all’intero evento formativo.

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“OTTOBRE 2018 – GESTIONE DI UN’EMERGENZA”, convegno a 5 anni da Vaia

Si è svolto sabato 28 ottobre il convegno “OTTOBRE 2018 – GESTIONE DI UN’EMERGENZA”, in occasione dei 5 anni della tempesta Vaia, organizzato dalla Regione del Veneto, dall’Ordine Ingegneri di Belluno e dell’Ordine dei Geologi del Veneto.

Dopo i saluti istituzionali si sono succeduti gli interventi dell’ing. Luca Luchetta, Consigliere della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto, di Giorgio Giacchetti presidente dei Geologi del Veneto, dell’assessore alla Protezione civile del Veneto Giampaolo Bottacin, del direttore della direzione interregionale dei vigili del fuoco del Veneto e del Trentino Alto Adige Loris Munaro, del direttore operativo del coordinamento emergenza e dipartimento nazionale alla protezione civile Luigi d’Angelo, del direttore di direzione difesa del suolo regione Veneto Vincenzo Artico e del professore all’università di Padova nonché referente della commissione nazionale grandi rischi Giuseppe Maschio.
Dopo l’intervento all’ing. Luchetta, nel quale si è entrati nel vivo dei giorni di Vaia e sul ruolo degli ingegneri nella protezione civile e del volontariato di protezione civile, gli interventi si sono concentrati sui vari aspetti del sistema di protezione civile italiano così come è strutturato ai giorni nostri,.
Un seminario ricco di contenuti e di grande interesse seguito da un’ampia e attenta platea che ha ripercorso il fondamentale ruolo avuto dalla protezione civile nei giorni di Vaia, esaminando nel contempo il ruolo dei vari organi di protezione civile e del volontariato presenti sul territorio alla luce delle nuove normative.

La presidente dell’Ordine bellunese Eleonora dalla Corte nel corso del suo intervento ha sottolineato che l’evento ha rappresentato “un’occasione per fare il punto su quanto appreso nei tragici giorni di Vaia sulla gestione e l’approccio all’emergenza in caso di fenomeni alluvionali e, in fase post-emergenziale, sulle opere di ricostruzione e di difesa del suolo realizzate o in fase di completamento, nella maturata consapevolezza che il rischio zero non esiste e solo con un’attenta gestione del territorio si potranno ridurre significativamente gli effetti dannosi di fenomeni intensi sempre più frequenti”.

“Il convegno di sabato a Belluno ha approfondito la gestione dell’emergenza VAIA da parte della Protezione Civile regionale e nazionale insieme a tutte le altre realtà impegnate, e gli importanti relatori hanno saputo analizzare criticamente tutti gli elementi antecedenti e successivi – commenta il presidente della FOIV Paolo Gasparetto -. Fattori che hanno contribuito sicuramente a mitigare gli effetti, seppure catastrofici, della tempesta VAIA sono state le opere di prevenzione eseguite nel territorio bellunese e l’attendibilità delle previsioni meteo sulla gravità dell’evento. L’analisi dell’evoluzione della tempesta e della successiva gestione dell’emergenza, e delle risorse messe a disposizione, inoltre, ci hanno dato elementi utili per il continuo miglioramento che tutti noi, impegnati sul territorio, siamo tenuti a perseguire nella costante ricerca di tramutare problemi in prospettive di sviluppo. Un messaggio chiaro e pieno di ottimismo, quindi, basato su quattro pilastri: Prevenzione, Previsione, Gestione dell’emergenza e Post-emergenza”.

Gasparetto ricorda anche il contributo di FOIV post emergenza: nel 2019 ha stanziato un contributo di 26mila euro per la sistemazione della rete radio provinciale. Ora tutti i comuni sono in grado di trasmettere anche i dati con la rete radio.

Vai alla rassegna stampa: https://www.foiv.it/2023/news/convegno-5-anni-da-vaia-rassegna-stampa/

Ingegneri nell’Intesa Europa Adriatica Nordest. Si aprono nuove esperienze tra Italia, Slovenia e Croazia

“Il progetto EUROPA ADRIATICA NORDEST, cui l’Ordine Ingegneri di Venezia ha aderito – ha commentato il Presidente Mariano Carraro – mette insieme le esperienze e le prospettive di alcune città dell’Adriatico, italiane, slovene e croate, tra cui ovviamente Venezia”.

“Il tema delle acque alte, dei cambiamenti climatici, dell’innalzamento del livello del mare – sottolinea Carraro – sono quelli cui, come ingegneri, siamo maggiormente interessati. In proposito è stato costituito un apposito Gruppo di lavoro, presso l’Ordine, coordinato dalla Vicepresidente Francesca Domeneghetti, che vedrà al lavoro colleghi dell’Ordine interessati al tema. Anche gli altri argomenti, però, ci possono coinvolgere, quale ad esempio quello dei collegamenti tra queste città, via mare – cui è preposta l’Autorità Portuale di Venezia e Chioggia – e per via aerea – partendo dall’aeroporto Nicelli del Lido -. La visita delle delegazioni della città di Lussinpiccolo e dell’Unione Italiana, con sede a Rijeka/Fiume, è stata ricca di stimoli e di proposte di lavoro”.

18 enti e organizzazioni del Nordest hanno sottoscritto il 18 ottobre a Venezia l’Intesa Europa Adriatica al Meeting che si è svolto in tre giorni tra Palazzo Cornoldi, il Teatro La Fenice, l’Arsenale, il MoSE e l’Aeroporto Nicelli del Lido. Supporto del Comune di Venezia, Ordine Ingegneri Venezia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e molti partner.

Il Meeting ha visto la partecipazione attiva di una folta delegazione di Lussinpiccolo guidata dalla Sindaca Ana Kucic con la partecipazione della Console Onoraria della Croazia in Italia Nela Sersen e del Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana Marin Corva. La delegazione è stata accolta il 16 ottobre con una cena di benvenuto a Palazzo Cornoldi.

“Noi ci siamo in questo progetto che tende a rafforzare i rapporti – ha detto l’Assessore del Comune di Venezia Massimiliano De Martin – sicuramente aiuterà a fare veicolare le cose più belle della nostra città non solo per la parte storica e culturale ma per quello che oggi facciamo. Tra questo: la progettazione ingegneristica, il coinvolgimento delle scuole, del Teatro La Fenice, dei prodotti della nostra tradizione, ittici e del territorio. È un volano perché questa città appaia sempre più bella agli occhi di chi ci guarda. L’ultima tappa sarà nel 2025 a Gorizia dove la comunità europea può essere utile per tutti”.

L’evento di Venezia segue il Meeting di Lussinpiccolo organizzato nel giugno 2023 e il precedente lancio del progetto con la presentazione avvenuta l’8 maggio 2023 in Piazza San Marco con l’egida del Consiglio d’Europa assieme all’Ordine Ingegneri Venezia, Confcommercio Venezia, Unione Italiana (rappresenta 51 comunità degli italiani in Slovenia e Croazia), Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo, Fondazione Archivio Vittorio Cini e AIL Venezia. Il progetto gode del patrocinio di Rai Veneto, media partnership Rai Friuli Venezia Giulia ed è seguito da La Voce del Popolo. Viene sviluppato con i partner Aeroporto Nicelli Lido di Venezia, Comune di Lussinpiccolo, Ente del Turismo di Lussinpiccolo, Jadranka turizam, Thetis e Consorzio Venezia Nuova, Istituto Marinelli Fonte Engim Veneto e le scuole superiori di lingua italiana di Rovigno e Pola. Al meeting di Venezia si sono uniti l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale porti di Venezia e Chioggia, il Consiglio Nazionale Ingegneri, la Federazione Ordini Ingegneri del Veneto e analoga Federazione del Friuli Venezia Giulia, l’Ordine Ingegneri di Trento, Confindustria Veneto Est, l’Associazione Nazionale Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Coldiretti Veneto, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Europa Adriatica Nordest è supportato dalla Fondazione Ingegneri Veneziani, Planum, le famiglie di produttori Canella del Bellini e Busetto di Mitilla la cozza di Pellestrina, Splendid Venice Starhotels, Lussino Hotel e Villaggi, Veneziana Motoscafi.

“Sostenibilità è cultura per lo sviluppo europeo” è lo slogan del progetto, coordinato dall’autore Vittorio Baroni, che gode già del riconoscimento di Veneto Sostenibile e del Festival della Sostenibilità promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, mirato ai 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile Agenda 2030 ONU e al traguardo verso la Capitale Europea della Cultura Nova Gorica Gorizia 2025. Europa Adriatica Nordest si articola in sei livelli tematici che agiscono in combinazione per generare opportunità e vantaggi ai partner: Cultura, Arte e Storia; Istruzione e Formazione; Ricerca e Ingegneria; Turismo e Commercio di qualità; Eccellenze Artigianato, Pesca e Agricoltura; Comunicazione, Salute e Sicurezza Europea.

“Il porto – ha dichiarato Fulvio Lino Di Blasio, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale – metterà a disposizione le proprie competenze in campo promozionale, ingegneristico, di sviluppo traffici e ricerca fondi per contribuire al successo di quest’iniziativa. In particolare sono tre le aree tematiche in cui il nostro Ente è in grado di portare fin da subito un apporto concreto: l’ambito culturale, che ci vede già al lavoro con il Comune di Venezia e altri partner per raccontare in modo innovativo la cultura marittima dell’Adriatico; il campo ingegneristico, che ci vede collaborare con gli altri scali adriatici nel contesto dell’Associazione dei Porti del Nord Adriatico (NAPA) per condividere best practice anche sul fronte della mitigazione degli impatti ambientali delle infrastrutture; l’ambito turistico, dove siamo promotori di azioni di valorizzazione della macroregione adriatico-ionico-balcanica, sostenendo soluzioni di mobilità passeggeri più sostenibili nonché progetti per l’armonizzazione dei tempi del turista con quelli della città”.

Al Presidente Di Blasio fa eco Sanjin Zoretić, Presidente Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo: “La sperimentazione della linea nel 2024 sarebbe un passo fondamentale. Durante questo periodo, avremo l’opportunità di testare e di verificare vari aspetti, come la gestione del traffico marittimo, la domanda di mercato, la sicurezza delle operazioni, la qualità del servizio, l’efficienza energetica e l’impatto ambientale. Per decenni questa linea è stata gestita dal leggendario traghetto Marina, di proprietà della compagnia di navigazione lussignana. Questo è molto noto a molte generazioni di veneziani. Per la linea marittima sarebbe da prevedere l’utilizzo di un traghetto moderno e confortevole. Per quanto riguarda la domanda di mercato, si dovrà valutare il potenziale di attrazione della linea marittima, sia per i turisti che per i residenti. Si dovrà anche studiare il modo migliore per promuovere la linea e integrarla con le altre offerte turistiche e altre linee”.

Al momento sono già entrati in operatività due progetti. #GOFENICE2025 vede capofila il Comune di Venezia, con partner l’Associazione delle scuole di musica costiere della Slovenia, ed è finanziato al 100% per circa 200.000€ con fondi Interreg Italia-Slovenia. Le attività ruotano attorno al concerto europeo di maggio 2025 che porterà l’orchestra della Fenice in Piazza della Transalpina a Gorizia/Nova Gorica assieme alle scuole veneziane, goriziane e slovene selezionate mediante un concorso basato sul migliore Inno Europeo. Sarà inoltre creato un doppio alfabeto musicale italo sloveno e un dolce bio a forma di nota musicale utilizzando solo ingredienti a km zero. Il secondo progetto è intitolato “Scuole di Venezia, Rovigno e Pola creators per il patrimonio culturale della Serenissima”, capofila Engim Veneto con l’Istituto Marinelli Fonte di Venezia. Ha un valore di 18.000€ ed è finanziato al 79% dalla Regione del Veneto con fondi della L.R. n. 39/2019. Tra le attività che vedranno all’opera oltre 80 studenti di Veneto e Istria c’è la realizzazione di contenuti storici per tre mostre a Venezia, Rovigno e Pola ed evento finale a Venezia, nonché la promozione dell’economia circolare sostenibile con prodotti a km zero e la creazione di menù tipici con piatti storici per dare più valore alla tradizione di pescatori e contadini.

Il percorso del progetto Europa Adriatica Nordest inizia da Venezia per svilupparsi con lo spirito esplorativo di Marco Polo lungo la secolare rotta adriatica e carsica della Serenissima abbracciando le città di Rovigno, Pola, Lussinpiccolo, Zara, Fiume e Nova Gorica/Gorizia. L’Unione Italiana supporta l’attività nelle città slovene e croate con la collaborazione delle comunità italiane. Il piano di lavoro per il triennio 2023/2025 prevede che l’anno in corso sia interamente dedicato alla raccolta adesioni partner, supporter e accordi di collaborazione. Nel 2024 è prevista l’organizzazione del meeting di Fiume/Rijeka e incontri progettuali, attività di promozione e comunicazione, Nel 2025 sarà attuato il programma di iniziative ed eventi nelle città con una serie di importanti eventi di apertura a Venezia e di chiusura a Nova Gorizia/Gorizia nel programma della Capitale Europea della Cultura 2025.

Allo stato attuale sono in fase di elaborazione quattro progetti. Con il “Gran Tour del Mare” si punta a una crociera tecnica culturale e sociale di dieci giorni tra fine giugno e inizi luglio 2025. Partenza da Venezia e arrivo a Fiume con una flotta di velieri e barche a vela a tema. Soste di uno/due giorni nelle città costiere croate anche per approfondire gli impatti dei cambiamenti climatici su coste e isole. Per metà settembre 2025 è in progetto il “Gran Tour del Cielo”. Si tratta di un viaggio culturale di una settimana con raduno e partenza dall’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia e arrivo a Gorizia e soste di un giorno a Rovigno, Pola, Lussinpiccolo, Zara e Fiume. Il terzo progetto “Europa Adriatica Nordest alla Capitale Europea della Cultura 2025” riguarda un evento finale da organizzare per settembre 2025 a Nova Gorica/Gorizia. C’è infine il “Festival H2O ingegneria dell’Acqua” con iniziative innovative ad ampio spettro sull’acqua di mare, fiumi e falde, auto produzione, sicurezza e impatti climatici, tecnologie, bonifiche e depurazioni, utilizzi di vario genere per uso civile, agricolo, industriale. Viene ipotizzato come duplice evento con location a Venezia Mestre per inizio primavera 2025 e a Gorizia/Nova Gorica per settembre 2025.

“Nell’ambito del Meeting di Venezia – ha sottolineato l’autore Vittorio Baroni – oltre al gruppo di lavoro costituito in seno all’Ordine Ingegneri Venezia, sono stati avviati due specifici gruppi di lavoro per approfondire i collegamenti tra Venezia e Lussinpiccolo. Il primo per la rotta marittima con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Il secondo gruppo con l’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia per la tratta aerea e l’organizzazione del “Gran Tour del Cielo”.

Sito del progetto https://adriaticeurope.org

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