Categoria: Comunicati stampa

“IL FOTOVOLTAICO NON È ALTERNATIVO ALL’ATTIVITÀ AGRICOLA. SI INSERISCA NELLA PDL SUL CONSUMO DEL SUOLO L’AGRIVOLTAICO”

La richiesta al consiglio regionale veneto di Confagricoltura Veneto Giovani, Italia Solare, Legambiente Veneto, FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto e dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia

“Chiediamo di implementare il progetto di legge regionale n. 41, che propone di limitare in modo consistente l’installazione al suolo da parte degli impianti fotovoltaici, inserendo una definizione di agrivoltaico, utile a delineare le modalità di coesistenza tra produzione agricola ed energetica oltre che a dimostrare che il fotovoltaico non è alternativo all’attività agricola”. La richiesta, formalizzata con una lettera inviata in queste ore a tutti i consiglieri regionali del Veneto, è di Confagricoltura Veneto Giovani, Italia Solare, Legambiente Veneto, FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto e dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia.

“Questa iniziativa legislativa, che ha il pregio di aver fatto emergere i difetti delle normative vigenti sugli usi del suolo, è stata purtroppo accompagnata da una campagna mediatica contro il “fotovoltaico” che oltre a sollevare i legittimi dubbi di una parte dei promotori, rischia di alimentare una inaccettabile contrapposizione tra suolo e sviluppo delle energie rinnovabili – scrivono i promotori -. Siamo d’accordo che tetti, terreni dismessi e cave inutilizzate debbano essere i primi adibiti alla realizzazione degli impianti ma gli obiettivi per l’ambiente ci impongono di non poter escludere a priori l’utilizzo di terreni agricoli. Ne va della sopravvivenza dell’ecosistema. Tuttavia se vogliamo raggiungere gli obiettivi e utilizzare in primis terreni e cave dismesse dobbiamo individuare dei percorsi autorizzativi semplificati e declinarli nella norma regionale in discussione, altrimenti si rischia di allontanare possibili investimenti, a danno di tutti”.

Nel corso della conferenza stampa odierna il presidente dell’Ordine di Verona e delegato FOIV Andrea Falsirollo ha sottolineato: “Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che mai come ora è necessario coniugare il fabbisogno di energia green sulla base del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima 2030 della Regione, utile non solo a limitare gli aumenti del costo dell’energia che stiamo subendo in questo periodo ma anche alla salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze per riportare il dibattito sul giusto piano parlando di obiettivi, ostacoli e soluzioni, ma consapevoli che la vera emergenza è il contrasto all’innalzamento delle temperature, che richiede azioni incisive ed efficaci. Il resto passa in secondo piano. Abbiamo un obiettivo, fissato come regione: entro il 2030 la fonte fotovoltaica da sola dovrà arrivare a soppiantare almeno il 60% dell’attuale generazione da fonti termiche fossili. Per farlo si possono sfruttare anche i tanti terreni abbandonati, ma sarà possibile solo se gli iter autorizzativi saranno semplificati. È necessario e urgente investire sull’agrivoltaico e su una seria definizione delle zone in cui poter sviluppare le energie rinnovabili”.

Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ha affermato: “Salvare la terra vuol dire impegnarsi con una vera e propria rivoluzione energetica che abbandoni le fonti fossili e punti sulle energie rinnovabili, dove il fotovoltaico è indiscutibilmente quella che ha più margine di applicazione. Serve una solarizzazione diffusa e ampia che privilegi le coperture di edifici o di infrastrutture, ma che allo stesso tempo indirizzi gli interventi su suolo verso l’agrivoltaico, tipologia di impianti sollevati dal suolo e distanti tra loro che garantiscono la permeabilità e l’insolazione dei terreni in continuità e non in competizione con le coltivazioni agricole. Per questo chiediamo ai consiglieri di rovesciare l’approccio del progetto di legge regionale 41 e trasformarlo da blocco e divieto tout-court per il fotovoltaico a norma per lo sviluppo della produzione di energia rinnovabile”.

Piergiovanni Ferrarese, Presidente Confagricoltura Veneto Giovani: “È il momento di portare il tema sui tavoli opportuni e non nelle piazze, come sempre più spesso sta accadendo. Sia chiaro che nessuno di noi è a favore della speculazione nè vuole sottrarre ettari all’agricoltura. Siamo però a favore di un contributo dell’agricoltura alla sostenibilità. Alcuni esempi pratici: gli impianti potrebbero essere installati in terreni marginali, difficilmente coltivabili oggi, o sui frutteti in aree non vincolate in sostituzione alle reti antigrandine. Ancora potrebbero integrarsi con le molte serre in cui vengono coltivati ortaggi, ma pensiamo anche agli allevamenti a terra di galline ovaiole o per il riparo di bovini da latte o carne negli spazi aperti; tutte soluzioni assolutamente percorribili senza arrecare alcun tipo di danno”.

Emiliano Pizzini, vice presidente Associazione Italia Solare, ha aggiunto: “Il Progetto di legge presentato in Consiglio Regionale rappresenta di fatto una moratoria degli impianti fotovoltaici a terra. Lo spauracchio del tutto antiscientifico di “coprire” ampie aree si scontra coi numeri: in Veneto tra il 2010 e il 2016 si sono persi quasi 30.000 ettari di superficie agraria utile (SAU) e non certo quale conseguenza di installazioni di impianti fotovoltaici. Gli impianti a terra in Veneto, così come nel resto del paese, potrebbero essere realizzati sfruttando solo lo 0.9% delle superfici agricole abbandonate. L’agrivoltaico può invece consentire il contemporaneo uso del suolo sia ai fini energetici che agricoli: il progetto di legge introduce dapprima una definizione ragionevole di agrivoltaico, ma poi obbliga a detenere terreni pari a 20 volte la superficie dell’impianto. Una scelta incomprensibile, soprattutto in un momento in cui si moltiplicano gli eventi climatici estremi che danneggiano l’agricoltura, il paesaggio e in ultimo tutto l’ecosistema”.

EVENTI APERTI AL PUBBLICO IN VENETO, TRA PROTOCOLLI, DISTANZIAMENTO, RESPONSABILITÀ: I COMUNI “A LEZIONE” DAGLI INGEGNERI

Grande partecipazione al convegno “La sicurezza negli eventi e negli edifici aperti al pubblico” organizzata dalla Federazione FOIV (Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto) con il patrocinio di Anci Veneto e Consorzio Cev

Protocolli, riferimenti normativi, planimetrie per la gestione degli spazi e dei percorsi, assegnazione dei posti, verifica degli accessi, informazioni al pubblico… sono solo alcune degli aspetti che un organizzatore deve considerare in tempi di pandemia. Una giungla di regole per gli enti locali che vogliono rispondere alla ritrovata voglia di socialità della cittadinanza. È questo il focus del convegno on line “LA SICUREZZA NEGLI EVENTI E NEGLI EDIFICI APERTI AL PUBBLICO” organizzato dalla FOIV (Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto) tramite il suo gruppo di lavoro Sicurezza e che si è tenuto nella sera dello scorso 17 giugno. Data la rilevanza del tema, l’evento ha ottenuto il patrocinio di Anci Veneto e del Consorzio Cev. Oltre 180 le persone, tra cui molti sindaci, collegate in simultanea.

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Superbonus e altri crediti di imposta: nasce un accordo fra Cassa Padana e Ordine degli ingegneri di Verona

Da una parte una Banca, Cassa Padana, che ha destinato uno specifico plafond fiscale per l’acquisto di crediti d’imposta ai sensi del Decreto Rilancio.

Dall’altra un Ordine professionale, quello degli Ingegneri di Verona, che intende offrire ai propri associati una corsia preferenziale nella cessioni dei crediti d’imposta.

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CNI, “Andiamo a 110”: gli ingegneri per la sicurezza e la sostenibilità degli edifici

Il Consiglio Nazionale Ingegneri, in collaborazione con la Fondazione CNI, sta realizzando con Rai Due una serie di puntate televisive finalizzate a promuovere il ricorso ai c.d. Superbonus (ecobonus e sismabonus con detrazioni fiscali al 110%) e a mettere in evidenza l’importante ruolo svolto in tale ambito dagli Ingegneri nelle fasi di progettazione, direzione dei lavori e asseverazione. La serie televisiva sarà intitolata “Andiamo a 110” e andrà in onda a partire dal prossimo mese di maggio.

Nell’ambito delle puntate, di 30 minuti ciascuna, sarà illustrato attraverso casi reali di “successo” come sia possibile realizzare interventi sugli edifici residenziali attraverso gli incentivi statali, mettendone in evidenza i vantaggi e la fattibilità degli stessi. Uno dei messaggi principali che si vuole veicolare è l’importanza, per i proprietari degli immobili, di rivolgersi a professionisti qualificati, quali in particolare gli Ingegneri, in grado di gestire le diverse complessità che la normativa attuale in materia di Superbonus presenta.

Il Cni è pertanto alla ricerca di casi di applicazione degli incentivi del c.d. Superbonus su edifici con lavori già conclusi o in avanzato stato di realizzazione. Ed è oltremodo interessato ad interventi realizzati su edifici storici, strutture collabenti e su condomini di grandi dimensioni. Per i casi selezionati gli Autori della Trasmissione avranno necessità di contattare il Progettista e il Proprietario dell’immobile per ricostruire “televisamente”, anche con riprese in loco, la “storia” dell’intervento realizzato (motivazioni, problematiche incontrate, benefici ottenuti…).

Per segnalare i casi di intervento mediante c.d. “Superbonus” ritenuti interessanti è necessario compilare , entro e non oltre il prossimo 7 aprile, una scheda informativa al seguente link: https://www.cni.it/superbonus-raccolta-informazioni.

Il CNI premia le migliori tesi di laurea delle ingegnere neolaureate

Pubblicato il bando del “Premio Tesi di Laurea”, parte del progetto del Consiglio Nazionale Ingegneri “Ingenio al femminile”

Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha bandito un Premio di laurea in favore di neolaureate che abbiano prodotto, nel corso dell’anno accademico 2019-20, brillanti tesi di laurea in Ingegneria, su argomenti individuati anno per anno dallo stesso CNI. Il Premio ha lo scopo di valorizzazione la figura della donna in ambito tecnico ed intende premiare le migliori tesi scelte tra tutti i corsi di laurea previsti dall’ordinamento ingegneristico.

L’iniziativa mira a promuovere l’obiettivo n.5 della “Parità di Genere” dell’Agenda ONU 2030, valorizzando, incoraggiando e mettendo in evidenza la figura della donna in ambito tecnico. Al tempo stesso, ci si propone di offrire un supporto alle neolaureate per dare loro l’occasione di inserirsi nel mondo del lavoro con le stesse opportunità e le stessa retribuzione economica dei colleghi uomini. Il “Premo Tesi di Laurea” fa parte del progetto del Consiglio Nazionale Ingegneri «Ingenio al Femminile. Storie di donne che lasciano un segno», ideato dalla Consigliera del CNI Ania Lopez.

“Secondo gli ultimi dati disponibili – afferma Armando Zambrano, Presidente CNI – il recente incremento degli iscritti all’Albo degli ingegneri è in gran parte determinato dalla costante e robusta crescita delle donne ingegnere. Segno che la componente femminile sta diventando sempre più importante per il mondo dell’ingegneria. Il CNI ha sempre avuto grande attenzione per la componente femminile, come dimostra la storica iniziativa di “Ingenio al femminile”. Ci fa particolare piacere, quindi, lanciare ora il “Premio Tesi di Laurea”: è la prima volta che un Consiglio Nazionale promuove un bando per neolaureate”.

“Se col progetto “Ingenio al femminile” abbiamo voluto valorizzare il contributo delle donne al mondo dell’ingegneria – dice Ania Lopez, Consigliere CNI – col “Premio Tesi di Laurea” vogliamo occuparci di un altro segmento sociale, ossia le donne ingegnere del futuro. Per noi era importante arrivare anche a queste nuove generazioni, dal momento che oggi la società richiede l’integrazione delle donne nei processi innovativi e tecnologici su grande scala. Sono previsti due step di valutazione che saranno supportati dal Comitato Donne Ingegneri del CNI e che si avvarrà dell’attività di una commissione tecnico-scientifica composta da professori universitari, Ceo, top manager, con grande prevalenza della componente femminile”.

Al termine del processo di valutazione, saranno premiate le tre tesi di laurea che avranno ottenuto il punteggio più alto. Il premio consisterà in una somma in denaro una tantum di 1.000 euro per la prima classificata, 500 euro per la seconda classificata e 250 euro per la terza classificata. Alle vincitrici sarà richiesta una copia della tesi completa, al fine di inserirla nel patrimonio librario della Biblioteca del Consiglio Nazionale Ingegneri.  I migliori abstract delle tesi di laurea saranno pubblicati nella rivista del CNI in funzione del tema editoriale scelto di volta in volta dal comitato di redazione, previa richiesta del consenso all’interessata.

 

Tutte le informazioni sul bando sono reperibili all’indirizzo www.ingenioalfemminile.it

Qui il comunicato stampa scaricabile.

Alta velocità, Foiv: “Si finisca la Verona-Padova e poi si passi alla Padova-Bologna”

“Si termini con celerità l’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e poi si passi a Nordest alla Padova-Bologna, che anche se non prioritaria è certamente importante”. A dirlo è il presidente della FOIV –  Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto Pasqualino Boschetto, che entra così nel dibattito in corso sull’alta velocità in Veneto.

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Nuova classificazione sismica, Foiv – Federazione ordini ingegneri Veneto: “Raggiunto un grande traguardo”

Dopo il parere favorevole della Commissione del Consiglio regionale, è stata approvata dalla Giunta regionale la delibera di aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche del Veneto, completa di una nuova mappa, che servirà ad individuare con maggior facilità anche gli adempimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente in materia. (altro…)

3000 ingegneri a convegno fanno il punto sul MoSE e le opere complementari per la difesa di Venezia

Ha riscosso grande partecipazione e interesse il convegno online sul MoSE organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri, Ordine Ingegneri Venezia, Collegio Ingegneri Venezia e Federazione Ordini Ingegneri Veneto.

3000 iscrizioni disponibili e subito esaurite all’evento, moderato dal giornalista Roberto Papetti, che sabato 20 febbraio ha fatto il punto sulla più grande opera pubblica del mondo e le opere complementari per la difesa di Venezia.

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Superbonus, “non un flop, ma un’opportunità da cogliere fino in fondo”

“Il Superbonus è una scommessa, non priva di criticità nella sua fase di avvio, ma certamente non è un flop. Qualsiasi problema o rallentamento sia emerso in questa prima fase è certamente risolvibile, purchè si lavori tutti insieme nella stessa direzione. Non credo sia utile fare allarmismo rischiando così di scoraggiare gli investimenti, piuttosto invito alla pazienza e alla collaborazione interprofessionale”. Così il presidente della FOIV – Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto, Pasqualino Boschetto, risponde alle polemiche sorte intorno a questo incentivo.

“Gli ingegneri del Veneto rinnovano la propria disponibilità a dare un contributo fattivo in tutti i tavoli, per agevolare il percorso intrapreso e risolvere le problematiche emerse finora – continua Boschetto -. Conosciamo anche noi le difficoltà come quelle, per fare un esempio, dell’accesso agli atti, con lungaggini insostenibili e uffici comunali sopraffatti dalle richieste. Ma siamo convinti che tutto possa essere sistemato a patto che ci sia un clima propositivo. La deontologia e la vigilanza degli illeciti saranno strumenti importanti per evitare operazioni opache, ma certamente questa misura è un’opportunità per il paese e per la nostra regione e va colta fino in fondo”.